Dicembre 5, 2016
Dal 2 dicembre scorso nel sito archeologico di Pompei, in provincia di Napoli, vi è un percorso per disabili di oltre tre chilometri. Fa parte del progetto “Pompei per Tutti” ed è il più grande itinerario facilitato di visita a un'area archeologica, in Italia, inaugurato in occasione dell’appena trascorsa Giornata dei disabili.
Così, gli scavi archeologici più famosi al mondo saranno dotati di un tragitto che consentirà a persone con difficoltà motorie o anche a genitori con passeggino o a chi predilige un itinerario più confortevole, di visitare l’area nella maniera più completa e agevole possibile. Il nuovo percorso – studiato da archeologi, architetti, restauratori e ingegneri – è di 3 chilometri e va dall’ingresso di Piazza Anfiteatro a Porta Marina, lungo le arterie principali della città con accesso alle domus più rappresentative. In più, sono stati previsti anche molti attraversamenti stradali, con passerelle di metallo sagomate appositamente attorno ai millenari basoli pompeiani.
Nella maggior parte della pavimentazione dei nuovi percorsi è stata anche inserita una rete di fibra di vetro per garantire resistenza ed evitare rischi al patrimonio archeologico legati all’ossidazione dei metalli. Lungo i percorsi, inoltre, sono state installate rampe di accesso agli edifici più significativi del sito completamente removibili.
Il braccialetto per i disabili È in fase di sperimentazione il Braccialetto intelligente “Con-Me” destinato alle persone con disabilità, disponibile all’ingresso di Piazza Anfiteatro.
Il braccialetto è dotato di chip assemblati (GPS, Bluetooth, Wi-FI, Bottone di SOS) capaci di inviare segnali a un piattaforma (IoC – Intelligent Operation Center di IBM) che li elabora ed esegue determinate azioni per la salvaguardia e la sicurezza dei visitatori. Il dispositivo Con-Me ingloba anche un altimetro e giroscopio, in grado di rilevare il movimento del visitatore in funzione della diversa abilità e identificare i movimenti normalmente attesi. In questo modo si dovrebbe essere in grado di identificare possibili cadute o movimenti accidentali che possono mettere in pericolo il visitatore disabile.
Durante questo periodo di sperimentazione, con il braccialetto sarà disponibile anche una audioguida sull’Anfiteatro e sulla Palestra Grande. Sono lontani i tempi in cui gli scavi di Pompei cadevano a pezzi? “Crollano piuttosto le barriere architettoniche”, ha ribadito più volte il ministro per i Beni Culturali e il Turismo Dario Franceschini. A #Pompei non sono più i muri a crollare ma le barriere architettoniche. Da oggi #pompeipertutti: 3km di itinerario archeologico accessibile pic.twitter.com/VfyknUU5qj — Dario Franceschini (@dariofrance) 2 dicembre 2016 E, in uno dei luoghi d’Italia più visitati al mondo di cui possiamo essere orgogliosi, noi ci auguriamo davvero che nessuno, ma proprio nessuno, rimanga deluso. Germana Carillo

VIII Conferenza e Raduno Internazionale il 2 ottobre a Firenze.


Un'incontro per riflettere insieme su un futuro sempre più a misura d'uomo.

Firenze si candida a capitale della decrescita 2016. Il 2 ottobre, infatti, nella Giornata internazionale della nonviolenza e
nell’anniversario della nascita di Gandhi, il capoluogo toscano ospiterà un convegno internazionale interamente dedicato a quella
che Helena Norberg Hodge, analista economica vincitrice del Right Livelihood Award (il «Premio Nobel alternativo») e del Goi
Peace Award, definisce l’«economia della felicità».
Helena sarà protagonista di questo appuntamento, insieme a relatori del calibro di Serge Latouche e Vandana Shiva.
L’iniziativa è promossa dall’organizzazione non profit Local Futures e dall’associazione Mani Tese, con la collaborazione e il
sostegno di Terra Nuova e Gruppo Macro.

Cosa è racchiuso dentro al concetto di economia della felicità che ispirerà il convegno di ottobre?
«Già con il film omonimo, L’economia della felicità, uscito nel 2011, Helena Norberg Hodge denunciava le scomode verità sulla
globalizzazione e chiariva come il mito della crescita e del consumo si basino su una giustificazione falsa» spiega Gloria
Germani, filosofa, scrittrice, attivista ambientale e tra gli ideatori del convegno. «Quello che lei propone è un modello rovesciato
che rende possibile un mondo diverso, passaggio ormai assolutamente necessario se si vuole garantire la sopravvivenza
sul Pianeta. Proprio di questo si parlerà al convegno, dell’illusione di una crescita infinita su un Pianeta dalle risorse
finite e della via d’uscita che occorre individuare e percorrere per garantirsi un futuro. L’economia moderna, nata nel 1800 sul
modello della scienza newtoniana-cartesiana, è un’astrazione matematica che, come diceva Tiziano Terzani, ignora il valore più
importante di tutti: la vita. Credere nella globalizzazione significa credere che il modello economico-tecnocratico sia valido per ogni
cultura e sia il punto di arrivo di tutta l’umanità, ma questo è palesemente falso, perché se tutti avessero gli stessi livelli di
consumi degli americani avremmo bisogno di sei pianeti» sottolinea Germani. La presenza di Helena Norberg Hodge al
convegno di Firenze rappresenta un’opportunità pressoché unica per approfondire, con uno sguardo internazionale, i punti
fondamentali di un nuovo paradigma di benessere e sviluppo. «Il messaggio che vorremmo passasse con questo appuntamento è
quello secondo cui è ormai indispensabile prendersi cura della casa comune che è il Pianeta su cui viviamo, abbandonando la
logica del dominio e dello sfruttamento» conclude Gloria.

Le precedenti sette edizioni hanno avuto tutte un enorme successo. Sono state accolte come un antidoto contro la rabbia,
la chiusura mentale e la disperazione e sono state descritte come fonte di ispirazione e di aperture mentale.
I relatori presenti in sala per il Convegno L'Economia della Felicità
- Helena Norberg-Hodge (in foto): presidente di Local Futures, autore del libro Ancient Futures tradotto in 42 lingue e regista del
film L’Economia della Felicità- Right Livelihood award, Goi Peace Award);
- Serge Latouche: economista e filosofo francese. Professore emerito di Economia- Université Paris-Sud;
- Vandana Shiva: Right Livelihood award, fondatrice e presidente di Navdanya International;

- Rob Hopkins: fondatore del Transition Movement (video);
- Manish Jain: coordinatore di Shikshantar: The Peoples’ Institute for Rethinking Education and Development, e co-fondatore di
Swaraj University, dedicato a rigenerare la cultura, l’economia e l’ecologia locale. Autore di vari libri che riguardano l’economia
del dono, la descolarizzazione, i concetti di comunità e gli strumenti per un dialogo profondo tra culture.
- Camila Moreno: lavora con i movimenti sociali in Brasile e America Latina con riguardo all’impatto ambientale nella regione
delle biotecnologie e dell’agrobusiness. Il suo impegno e i suoi scritti recentemente si sono focalizzati sugli impatti territoriali
della politiche di sviluppo e anche sugli impatti della così detta green economy;

- Michael Shuman: direttore di ricerca e di sviluppo economico al Business Alliance for Local Living Economies, ricercatore al
Post Carbon Institute. E autore di Local Dollars, Local Sense, e guida vari gruppi di sviluppo comunitario in varie località
americane;
- Ashish Kothari: sociologo, ambientalista (India).
Relatori italiani
- Mauro Bonaiuti: economista, Associazione per la Decrescita;
- Gianni Tamino: biologo, Associazione per la Decrescita;
- Rossano Ercolini: presiente Rifiuti Zero Europe, Goldman prize 2013;
- Diego Fusaro: filosofo, Università Vita e Salute San Raffaele;
- Giuliana Mieli: filosofa, psicologa clinica, psicoterapeuta;
- Giannozzo Pucci: editore, ambientalista;
- Mauro Scardovelli: giurista, Aleph biodinamica umanista;
- Thomas Torelli: regista, autore del pluripremiato film "Un altro mondo";

- Maria Gabriella Calderano: Università di Pisa e Gandhi Foundation;
- Maurizio Pallante: Movimento Decrescita Felice;
- Chiara Cattaneo: Responsabile Progetto I Exist, Mani Tese.
Le idee di Helena Norberg Hodge
Per Helena Norberg Hodge è stato fondamentale un viaggio che fece nel 1973 nel piccolo Tibet indiano, dove si rese conto che
nelle società considerate «non sviluppate» le persone, pur senza auto e moderne comodità o tecnologie, erano incredibilmente
felici. Da lì prese il via il suo lavoro per demolire la colonizzazione dell’immaginario che induceva gli occidentali a percepire il progresso moderno come unica via per il benessere.
«Poi arrivò la fase della proposta» spiega Gloria Germani, una delle ideatrici dell’iniziativa, «con la formulazione di un’idea
secondo cui esiste una “economia della permanenza”, che affonda le sue radici nel territorio e nell’agricoltura biologica e
che ci rende più felici. Questo approccio differente, anziché negare gli affetti (come fa invece il paradigma riduzionista e
dominatore, che ci ha condotti all’insensata egemonia dell’economia e della finanza), lascia ad essi molto più spazio,
invita alla condivisione, alle relazioni e al senso di interconnessione e di unità che sono ciò di cui abbiamo veramente
bisogno. È questo che dà alle persone speranza e fiducia nel futuro».

Partecipa anche tu alla campagna di crowdfunding per contribuire alla realizzazione di questo importante evento.
Collegati al sito e con una donazione di almeno 10€ prenoti il tuo posto al convegno:

https://www.produzionidalbasso.com/project/conferenzainternazionale-economia-della-felicita-firenze/

Ogni 15 minuti, un elefante viene massacrato brutalmente per le sue zanne. Di questo passo, tra pochi anni questi animali saranno spariti dalla faccia della Terra. Tutto il mondo sta andando verso uno storico divieto globale e permanente sul commercio d’avorio, ma la Commissione Europea si è appena dichiarata contraria. Quella degli elefanti è una crisi terribile: in alcune zone, queste creature magnifiche e intelligenti escono solo di notte perché sono terrorizzate dall’uomo, e i cuccioli di elefanti non vogliono abbandonare i cadaveri massacrati delle loro madri. Ora sono addirittura 29 i paesi africani che hanno dichiarato che se l’Europa manterrà questa posizione, firmerà la condanna a morte per gli elefanti. E hanno bisogno del nostro aiuto.

Tra pochi giorni ci sarà un vertice globale che potrebbe essere quello in cui finalmente si approva il divieto definitivo al commercio d’avorio per cui lottiamo da anni! E sembra che paesi influenti come Francia e Germania si potrebbero ribellare alla posizione della Commissione Europea. I governi africani consegneranno il nostro appello a riunioni fondamentali con i maggiori paesi europei, inclusa l'Italia, per il divieto. Firma ora per salvare i nostri elefanti e condividi con tutti.
Firma la petizione

Fermate il massacro degli elefanti!

Lunedì 19 settembre (ore 21) Oden Firenze e Terra Nuova Edizioni presentano l’evento speciale

“Serata con Julia Butterfly Hill – La ragazza della sequoia: il Pianeta lo cambiamo noi”

Julia Hill aveva 23 anni il 10 dicembre 1997, quando salì su una sequoia millenaria nella foresta di Headwaters in California, dichiarando che non ne sarebbe scesa fino a quando la compagnia che aveva deciso il suo abbattimento non avesse modificato la sua decisione. Una vasta area era già stata quasi totalmente disboscata e una parte della montagna era franata sulla cittadina di Stafford. Julia ha trascorso 738 giorni su una piccola e traballante piattaforma a 60 metri dal suolo; è scesa il 18 dicembre 1999, dopo avere ottenuto ciò per cui aveva lottato. Un’impresa divenuta simbolo del movimento ambientalista mondiale. Da allora non ha mai smesso di combattere per la tutela dell’ambiente e per i diritti dei più deboli. Il suo motto è you make the difference, tu fai la differenza. Lei l’ha fatta. Ma la possiamo fare anche tutti noi, ogni giorno della nostra vita, scegliendo come agire e in difesa di chi. «Mettetevi in gioco» dice Julia. «Credete nei vostri sogni e nel vostro potere di cambiare il mondo. Non permettete che la paura vi fermi, confidate nel vostro intuito. Siate tanto grandi quanto riuscite ad esserlo, ma rimanete al contempo umili». Così lei ha agito e vissuto, continuando a sostenere le cause ambientaliste, le azioni per la tutela delle foreste, i movimenti per la difesa dei diritti delle donne e dei popoli nativi, le comunità di comunione spirituale dove fortissimi sono il senso di appartenenza a Madre Terra e il rispetto per tutte le creature viventi. Julia sarà all’Odeon il 19 settembre per incontrare tutti coloro che sono pronti a mobilitarsi per “fare la differenza”.

Biglietto: euro 8 (ridotto euro 6 per gli abbonati a Terra Nuova – basterà presentarsi alla cassa con una copia della rivista)

"Una nuova vita", narrato sulle orme della fantasia, è un film poetico che fa sorridere ma anche riflettere sui grandi cambiamenti ambientali e sociali che stiamo vivendo. Il film pone in evidenza la consapevolezza della necessità di arrestare un percorso di perdita della memoria e lo fa portando lo spettatore fin dentro la natura.

Il mediometraggio “Una Nuova Vita” è stato girato tra il monte Bondone e il lago di Tovel a budget ridottissimo. In pratica l’hanno realizzato due persone: Lucio Gardin (regista, sceneggiatore, costumista, truccatore, attore, produttore esecutivo, casting, trovarobato, macchinista, ufficio stampa, ecc.) e Claudio Nicolodi (operatore, aiuto regista, montatore, runner, tecnico audio, direttore della fotografia, titolista, compositore della colonna sonora, ecc.).
L’unica voce di cui non si sono occupati loro, è la location delle riprese. Infatti, il film termina con un ringraziamento: “Si ringrazia Dio per la scenografia”.

Questa premessa è doverosa per comprendere maggiormente il valore di un progetto nato senza grandi pretese, ma che è riuscito ad affacciarsi alle più importanti vetrine nazionali. - Finalista al Festival Nazionale AMBIENTE IN CORTO di Frosinone - Finalista al Festival Internazionale CORTOCINEMA di Pistoia - Finalista al Festival Nazionale IL CORTO.IT di Roma - Vincitore 1° premio categoria lungometraggi alla 9° edizione del VIDEO FESTIVAL DI IMPERIA (in concorso, 840 opere provenienti da 63 nazioni).

LUCIO GARDIN - Una nuova vita - Trailer

https://www.youtube.com/watch?v=paFD9OAyXW8

I prodotti sfusi o alla spina possono essere acquistati presso i numerosi negozi specializzati presenti in Italia, ma anche nei punti vendita del biologico, in alcuni supermercati, in qualsiasi mercato per quanto riguarda la frutta e la verdura, e direttamente dai produttori agricoli.
Ciò garantisce numerosi vantaggi dal punto di vista economico e del rispetto dell'ambiente, soprattutto per i consumatori, ma anche per le aziende.

1) Prodotti ecologici
I prodotti che più comunemente vengono venduti alla spina, anche all'interno dei supermercati, sono i detersivi. Nei negozi di prodotti ecologici e bio troviamo detersivi alla spina di qualità, che sono rispettosi dell'ambiente anche dal punto di vista della composizione, e non soltanto per l'assenza di imballaggi. Basta acquistare un flacone riutilizzabile per detersivi e non ci si dovrà più preoccupare di smaltire le confezioni.

2) Cibi più sani
La maggior parte dei negozi specializzati nella vendita di prodotti sfusi tratta alimenti di origine biologica, coltivati senza ricorrere a pesticidi. Potremo dunque acquistare cibi più sani e sostenibili anche dal punto di vista produttivo. Molto conveniente è l'acquisto delle materie prima, a partire, ad esempio, dalle farine naturali.

3) Meno imballaggi
La produzione di alimenti industriali incoraggia la realizzazione di imballaggi sempre più complessi per proteggere i prodotti, ma molto spesso troppo voluminosi e inutili. Ridurre gli imballaggi significa risparmiare denaro e contenere i costi di trasporto, con conseguente limitazione delle emissioni inquinanti lungo le strade e nel corso della catena produttiva.

4) Risparmio economico
I prodotti venduti sfusi o alla spina di solito sono più economici rispetto ai prodotti confezionati. Ciò accade poiché il consumatore acquista esclusivamente la materia prima, l'alimento o il detersivo che gli occorre, senza dover pagare per la confezione, la cui realizzazione può incidere anche del 10% sul prezzo finale di ciò che troviamo in vendita. Una famiglia italiana, secondo un'indagine di Federconsumatori, può arrivare a risparmiare almeno 64 euro al mese e fino a 700 euro all'anno scegliendo i prodotti alla spina in sostituzione di quelli confezionati. I vantaggi economici riguardano anche le aziende, che risparmieranno sui trasporti, sui costi di smaltimento dei rifiuti e per la produzione degli imballaggi.

5) Prodotti locali
L'acquisto di prodotti sfusi può avvenire non soltanto nei negozi specializzati o in alcuni supermercati, ma soprattutto direttamente dai produttori, ad esempio per quanto riguarda la frutta e la verdura, i cereali o i legumi, ma anche il riso, la pasta o l'olio. Basterà recarsi dal
proprio coltivatore diretto di fiducia con cassette per la frutta, scatole di cartone e sporte di stoffa. Così, oltre a ridurre i rifiuti, favoriremo l'economia locale.

6) Ridurre i rifiuti
Seguire uno stile di vita sostenibile ed ecologico significa anche cercare di ridurre la quantità dei rifiuti prodotti quotidianamente in casa e in famiglia. Le confezioni degli alimenti hanno vita molto breve e costituiscono la maggior parte dei nostri rifiuti. Inoltre, non tutti gli involucri sono riciclabili (ad esempio, la maggior parte delle confezioni dei biscotti). Meglio dunque acquistare prodotti sfusi o le materie prime necessarie per prepararli in casa.


7) Emissioni di Co2
Scegliere prodotti sfusi e alla spina consente di ridurre l'impatto ambientale e le emissioni di Co2 della propria spesa. Infatti sarà possibile identificare i prodotti migliori da acquistare, che proverranno da filiere sostenibili per quanto riguarda i detersivi e da coltivazioni naturali per quanto concerne gli alimenti. L'assenza stessa di imballaggi indica che non sono state prodotte emissioni inquinanti per la loro realizzazione.

8) Origine vegetale
Nei punti vendita di prodotti alla spina in cui si trovano detersivi per la casa, detergenti e cosmetici per la persona, è spesso garantita l'origine vegetale dellematerie prime utilizzate per la loro produzione. Ciò significa che i tensioattivi e gli ingredienti scelti per la loro realizzazione saranno di origine vegetale e naturale e non petrolchimica, dunque maggiormente rispettosi dell'ambiente.

9) Meno sprechi
I prodotti sfusi e alla spina garantiscono la massima libertà di acquisto ai consumatori. Infatti, di volta in volta, potremo acquistare l'esatta quantità di un prodotto per la detergenza e l'alimentazione di cui abbiamo bisogno, pagandolo a peso e senza dover spendere nulla di più. Si tratta anche di un'ottima strategia per limitare qualsiasi tipo di spreco e organizzare al meglio la spesa.


10) Spazio e praticità
Sia le aziende che propongono prodotti sfusi, sia i consumatori che decidono di acquistarli hanno numerosi vantaggi, soprattutto dal punto di vista dello spazio e della praticità. Le aziende, utilizzando confezioni più grandi, e non imballaggi per ogni singola porzione, guadagneranno spazio in magazzino, mentre i consumatori potranno organizzare al meglio la propria dispensa e riutilizzare barattoli di vetro e flaconi di altri prodotti, scegliendo le dimensioni adatte a seconda della necessità (ad esempio, con differenze per i prodotti da tenere a portata di mano e per quelli da conservare in dispensa).


Marta Albè

Lo dice uno studio di alcuni dei migliori scienziati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma la Monsanto sta facendo di tutto per ottenere il ritiro della ricerca e lasciare il prodotto sul mercato. Secondo gli esperti l’unico modo per far prendere seriamente questa ricerca alle nostre istituzioni è una immediata mobilitazione globale. Gli enti che regolano l’uso dei pesticidi sono in generale poco trasparenti e spesso influenzati dalle grandi multinazionali del settore chimico, ma proprio in questi giorni l’Unione Europea sta decidendo sui permessi per l’uso di questo diserbante, il glifosato. E lo stesso sta accadendo in USA, Canada e Brasile mentre Olanda, Sri Lanka e El Salvador si stanno già muovendo per vietarlo.

Togliamo subito questo veleno dai nostri supermercati! E dalle nostre acque (in Italia il glifosato e i suoi derivati si trovano nel 46% delle acque di superficie!), dai nostri campi, dalle nostre strade.

Firma anche tu e condividi la petizione con tutti.

Per liberare l’area della filanda e farvi crescere la memoria del lavoro delle donne nella storia pescarese e la Casa delle Donne!
Pescara 8 marzo 2016 - dalle h. 16 alle 18,30…
al Parco Peter Pan
…in cammino e in festa , insieme…

E’ stato questo l’invito che , nella conferenza stampa di questa mattina in Provincia donne di varie associazioni e comunque aderenti al Comitato per la Filanda hanno voluto lanciare alla città. Per Italia Nostra, Udi, Cgil-Spi, Auser, Mila donnambiente, Ass. Salsabil ASCA, Commissione Pari Opportunità Comune , erano presenti Adriana Avenanti, Maria Luisa Balzano, Cesarina Bavecchi, Paola Cafarelli, Letizia Ciliberti, Antonella De Cecco,Silvana Di Meco, Emilia Di Nicola, Tiziana Di Giampietro,Hedia Lammari, Francesca Magliulo, Norina Mercuri, Loredana Piselli, Maria Franca Pulitanò, Edvige Ricci, Anna Rita Rossini, Mariella Saquella, Anna Silverio, Maja Sprecacenere Dedichiamo la giornata dell’8 marzo di quest’anno all’avvio di un cammino che ha come meta l’apertura di una Casa delle Donne e di un Centro di Documentazione del lavoro femminile nel nostro territorio.
Avvio che è, insieme, desiderio e richiesta a che tutte le donne, di tutte le lingue e provenienze, si uniscano man mano divenendo protagoniste, in special modo le giovani generazioni
Siamo consapevoli che la strada sarà lunga e faticosa, e che necessita di un grande lavoro di coinvolgimento, tessitura di reti, apertura culturale ed etnica, dibattito.
Il luogo delle donne è infatti necessariamente aperto, accogliente, invitante…

Oltre alle parole e ai programmi da costruire, ci saranno: il racconto di Alberta Scorrano sul lavoro in filanda di sua mamma, la “danza della filanda” di Stefania Petraccia e Maja Sprecacenere, una narrazione teatrale di studentesse del Liceo Marconi – Angelica Marno, Chiara Di Girolamo, Giulia Tarquini, Irene Magay, Dalia Puca, con regia di Ugo Dragotti.

Perché al Parco Peter Pan ?
(area verde tra via Monte Faito e via Rigopiano)
Perché è qui che la resistenza della città alla cancellazione di un luogo storico del lavoro delle donne, la Filanda Giammaria, quindi della memoria e identità urbana, ha consentito di radicare una grande possibilità: delocalizzazione dei palazzi previsti, restauro dell’ex casino di caccia, segno memoriale dell’ex filanda per il centro di documentazione, utilizzo dell’area e della costruzione storica che vi insiste come casa delle donne.
L’8 marzo 2016 la data di una prima pietra simbolica. Da dipingere con il colore del futuro

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 30 dicembre, la Legge di stabilità 2016, il cui compito è di orientare la politica economica del nostro Paese nei mesi a venire, è entrata ufficialmente in vigore dal 1° gennaio. Tra le numerose misure presenti nel testo finale della manovra, troviamo alcune conferme e anche delle interessanti novità in materia di edilizia, tutela del paesaggio e mobilità sostenibile.

Come anticipato nei mesi passati, la Legge di stabilità 2016 conferma le detrazioni fiscali del 50% e del 65%, rispettivamente per le ristrutturazioni edilizie e per gli interventi che riguardano l’efficientamento energetico delle abitazioni, già previste nel 2014 e 2015 e che vengono così prorogate al 31 dicembre 2016.
L’Ecobonus del 65% per l’efficienza energetica riguarderà anche l'adeguamento antisismico degli edifici, oltre che alcuni interventi di domotica, come “l'acquisto, l'installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e/o produzione di acqua calda e/o climatizzazione delle unità abitative, volti ad aumentare la consapevolezza dei consumi energetici da parte degli utenti e a garantire un funzionamento efficiente degli impianti” (comma 88).

La proroga delle detrazioni del 50% e del 65% potrebbe ridare slancio al settore edilizio e ai consumi, orientandoli, nello stesso tempo, ad una maggiore attenzione nei confronti di sostenbilità ed efficienza energetica.
Sul fronte della mobilità sostenibile, la manovra economica stanzia complessivamente 91 milioni di euro in tre anni (2016-2019) sia per incentivare gli spostamenti e il turismo su due ruote, con la progettazione e realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie turistiche e di ciclostazioni, che per la messa in sicurezza della circolazione ciclistica cittadina (comma 640).
Per quanto riguarda le ciclovie, gli interventi considerati prioritari sono stati individuati nei percorsi Verona-Firenze (Ciclovia del Sole) e Venezia-Torino (Ciclovia VENTO), nel tracciato che va da Caposele (AV) a Santa Maria di Leuca (LE), attraversando la Campania, la Basilicata e la Puglia (Ciclovia dell'acquedotto pugliese) e nel Grande raccordo anulare delle biciclette (GRAB) di Roma.

Sempre per il triennio 2016-2019, è stato previsto uno stanziamento complessivo di 3 milioni di euro destinato alla progettazione e alla realizzazione di itinerari turistici a piedi, denominati "cammini" (comma 640).
Sul fronte della tutela dell’ambiente e del paesaggio, infine, oltre a dare il via libera al rifinanziamento di interventi contro il dissesto idrogeologico (comma 488) e ad istituire un fondo finalizzato ad interventi di carattere economico, sociale e ambientale nei territori della cosiddetta Terra dei fuochi (comma 475), la Legge di stabilità contiene anche misure che riguardano i parchi nazionali, ai quali viene destinato, a decorrere dal 2016, un’ulteriore contributo di 2 milioni di euro all’anno (comma 237).
Il testo integrale della Legge di Stabilità 2016 pubblicato in Gazzetta Ufficiale è consultabile a questo link.

http://www.greenme.it

Lisa Vagnozzi

25 Gennaio 2016 Aam Terra Nuova

In Toscana si registra una forte crescita nel settore della green economy. Un settore ampio dall'agroalimentare, al turismo, all'ingegneristica e al recupero dei materiali.

La Toscana sta vivendo un vero e proprio boom di lavori “verdi”: oltre 3mila assunzioni nel 2015, attestandosi così tra le regioni più in crescita e con le migliori prospettive. Oltre alla rinomata vocazione turistica, con città d’arte e agriturismi che da tempo rispondono alla voce “green”, anche il manifatturiero ha ottime prospettive di crescita nell’ambito dell’economia verde.

I dati sono stati presentati il 20 gennaio da Cgil Toscana.Tra le professionalità “verdi” più richieste in Italia nel 2015 figurano: installatore di impianti termici sostenibili; ingegnere energetico; tecnico meccatronico (si dedica allo studio di sistemi meccanici intelligenti); ecobrand manager (studia mercato di riferimento, predispone il piano di marketing); responsabile degli acquisti verdi; esperto in demolizione volta al recupero dei materiali; esperto in commercializzazione dei prodotti di riciclo; programmatore delle risorse agroforestali; pedologo; ingegnere e statistico ambientale; risk manager (è il processo mediante il quale si prevede il rischio di un’azienda e si attuano delle strategie per evitarlo o per gestirlo).

“Ci sono delle grandi opportunità da cogliere e la Toscana non deve farsele sfuggire” ha dichiarato Mirko Lami, della segreteria regionale della Cgil Toscana. “È un universo completamente nuovo, sia per le aziende che per i lavoratori, e noi non possiamo che adeguarci”.

I settori turistico ed enogastronomico, soprattutto per i grandi nomi, sono nella regione i più sviluppati e presentano già delle eccellenze: “Per le aziende degli altri comparti - ha proseguito Lami - c’è bisogno di un netto cambio di mentalità, facendo proprie la cultura del riciclo e in generale dell’ambiente. L’agroalimentare è quello con le migliori potenzialità, come dimostra il polo piombinese, che prevede nel suo progetto di rilancio numerosi posti di lavoro in ambito green, oltre che nelle bonifiche e nelle demolizioni.

La crisi ha colpito tutti, ma il settore verde è l'unico in movimento: come Cgil dobbiamo farlo crescere, avanzando nuove proposte alla Regione, anche se per sua natura, con lavoratori professionisti e competenze medio-alte, non ci darà molti iscritti”.


Fonte: Redattore Sociale

Il sindaco in un'ordinanza invita a "non mettere a rischio l'incolumità di nessuno, tutelando se stessi e gli animali che vivono nelle nostre case". E suggerisce, invece di usare i petardi, di accendere una lanterna.

http://www.tgcom24.mediaset.it/news-tag/cronaca-pescara/

http://www.tgcom24.mediaset.it/animali/botti-di-capodanno-per-gli-animali-e-una-guerra-cosi-li-uccidete-_2086937-201402a.shtml

Come lo scorso anno, anche per il Capodanno 2016 il Comune di Pescara vieta i botti: l'uso di petardi sarà proibito dalle 12 di lunedì 21 dicembre fino a giovedì 7 gennaio. "L'invito - spiega il sindaco Marco Alessandrini al quotidiano Il Centro - è quello a una festa gioiosa nel rispetto delle regole, e che soprattutto non metta a rischio l'incolumità di nessuno, tutelando se stessi e gli animali che vivono nelle nostre case".

L'ordinanza, prosegue il primo cittadino, è anche un invito a "non alimentare illegalità”, come spesso purtroppo accade utilizzando botti e petardi. Si tratta di un gesto di rispetto e civiltà che serve ad amplificare il significato della festa e non a crearvi solo rumore.Il sindaco si preoccupa però anche degli amici a quattro zampe per i quali la notte di San Silvestro è una vera e propria tortura fatta di ansia e paura. "Colgo l'occasione - prosegue Alessandrini - di proporvi un'alternativa che arriva dall'assessorato alla Tutela del Mondo Animale che con una lettera dell'assessore Sandra Santavenere invita la città a sostituire i botti con delle più poetiche e pacifiche lanterne a cui affidare i propri desideri e gli auspici per l'anno che sta per cominciare. Invito a cui mi aggiungo, perché la città sia davvero coesa e vicina a tutti, non esclusi gli animali di compagnia che a causa dei botti vivono dei veri e propri traumi".

Pace. Una parola dalle mille sfaccettature, che oggi più che mai sembra un'utopia, un traguardo globale molto lontano. Il Mahatma Gandhi, il cui appellativo significa “grande anima” ha declinato questa parola così semplice eppure così profonda in tanti modi. Ecco i suoi 5 insegnamenti più celebri e altrettante frasi che Gandhi ci ha lasciato.


Insegnamento 1: Il potere è di due tipi: uno si ottiene dalla paura della punizione e l'altro da atti d'amore. Il potere basato sull'amore è mille volte più efficace e permanente da quello derivato dalla paura della punizione.
Secondo il Mahatma la forza non vince mai contro il potere dell'amore. In questo momento di grande fermento e agitazione nel mondo, la più grande forza da non sottovalutare è quella che viene dall'amore.


Insegnamento 2: Che differenza c'è tra morti, orfani, e senzatetto, se la folle distruzione passa sotto il nome di totalitarismo o sotto quello di libertà e democrazia?
Una guerra infligge sempre dolore e sofferenza per tutti. La storia ha visto innumerevoli esempi di dittatori che hanno portato distruzione sul nostro mondo. Un mondo di pace può essere raggiunto se impariamo il potere della non violenza, come dimostra la vita del Mahatma Gandhi.
Quest'ultimo ha dimostrato che possiamo raggiungere libertà, giustizia e democrazia per l'umanità senza uccidere nessuno, senza rendere alcun bambino orfano e senza privare nessuno della propria casa per colpa dei danni causati dalla guerra.


Insegnamento 3: Ci sono molti motivi per cui io sono pronto a morire, ma nessuna per cui io sia pronto a uccidere. Al centro della nostra esistenza, secondo Gandhi, c'è il nostro innato desiderio di vivere una vita tranquilla. La più grande e nobile causa deve essere solo quella di portare la pace in questo mondo anche offrendo il proprio sacrificio invece del dolore altrui.

Insegnamento 4: Occhio per occhio servirà solo a rendere cieco tutto il mondo diceva Gandhi. Non importa dove viviamo, quale religione professiamo o qual è la cultura che coltiviamo: al centro di tutto siamo tutti esseri umani.


Insegnamento 5: Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo, predicava il Mahatma. Non si può portare la pace nel mondo a tutti a meno che un leader politico non dimostri di cambiare in prima persona. Ciò vale per tutti, non solo per i rappresentanti politici.

L’85 per cento del fabbisogno coperto dalla rete idroelettrica, il 15 per cento dalla geotermia, dal sole e dal vento. Nel paese è esploso il turismo ecologico, attirato da una coraggiosa politica ambientale.

ENERGIE RINNOVABILI COSTA RICA
Il Costa Rica ce l’ha fatta. Il paese del Centro America, con una popolazione di poco più di 5 milioni di abitanti, è riuscito a centrare l’obiettivo: tutto il sistema energetico nazionale è alimentato, al 100 per 100, da fonti rinnovabili. Non esiste più neanche un briciolo di corrente derivante da fonti fossili.
ENERGIA PULITA IN COSTA RICA -
Come è stato possibile fare questo miracolo? Con significativi investimenti nel settore energetico, il governo è riuscito a spostare completamente il baricentro dei rifornimenti. Oggi in Costa Rica la produzione di energia idroelettrica copre l’85 dell’intero fabbisogno, mentre il restante 15 per cento diviso tra geotermia, sole e vento. Un mix unico al mondo.
ENERGIA GREEN IN COSTA RICA
Qualcuno immagina il Costa Rica ancora come un paese agricolo: sbaglia. In realtà vi sono eccellenti industrie nell’elettronica, nel tessile e nel biomedicale. Tutti settori energivori, che hanno ricevuto un forte impulso competitivo grazie alla riconversione verso le rinnovabili. Poi, grazie anche alla bellezza di un paesaggio fatto di boschi, montagne e cascate, è nato un fiorente settore del turismo ecologico. E adesso il governo del paese punta a modificare radicalmente anche il parco auto, scommettendo sui veicoli ibridi e dunque meno inquinanti.

 

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Da Sydney a Città del Capo, passando per Tokyo, Dakha, Bagdad, Madrid e Roma, cittadini di tutto il mondo si mobilitano per il clima
Appuntamento a Roma


ore 14.00 piazza Campo dei Fiori


ore 17.00 Via dei Fori Imperiali Concerto per il Clima


COSA: Mentre governi di oltre 190 paesi si stanno per riunire a Parigi per trovare un accordo fondamentale per il clima, cittadini di tutto il mondo si mobilitano per chiedere ai propri rappresentanti che quell’accordo sia ambizioso e che possa assicurare un futuro giusto e sostenibile per tutto il pianeta. Il 29 novembre prima dell’apertura delle negoziazioni, cittadini da San Paolo a Nuova Delhi, passando per Kampala, Melbourne, Ottawa e Tokyo scenderanno a migliaia in piazza in oltre 2000 eventi in più di 150 paesi (per maggiori informazioni http://globalclimatemarch.org/en/).


Dopo i tragici attentati di Parigi, il governo francese ha cancellato la manifestazione nella propria capitale. E da Parigi i cittadini hanno lanciato un appello a tutto il resto del mondo: “Marciate anche per noi”, e in solidarietà con tutti coloro che in diversi paesi del mondo sono stati colpiti da attentati terroristici.
Studenti, sindacati, gruppi religiosi, organizzazioni della società civile e cittadini si mobiliteranno nei 5 continenti per la Marcia Globale per il Clima del 29 novembre, un giorno prima che i capi di Stato aprano le negoziazioni. Assieme chiederemo ai nostri governi un accordo ambizioso e vincolante per un mondo alimentato al 100% da energia rinnovabile entro il 2050.
In Italia ci sarà la manifestazione nazionale a Roma con un corteo per il clima e per la pace che partirà alle ore 14 da Campo de Fiori e si concluderà in via dei Fori imperiali con un grande concerto alle 17. Si alterneranno sul palco Bandabardò, Dolcenera, Meganoidi, Têtes de Bois, Kutzo, Sandro Joyeaux e molti altri, presenteranno Massimo Cirri e Sara Zambotti.