Società cooperativa “Primo Vere”

Pescara, via San Donato n.1,

REGOLAMENTO INTERNO

AI SENSI DELL'ARTICOLO 6 DELLA

LEGGE 2 APRILE 2001 N.142

Approvato in Pescara dalla assemblea dei Soci

il ……………..

Depositato alla Direzione provinciale del lavoro

Sezione di Pescara il ________

PREMESSA

1. Il presente regolamento interno:

• è stato approvato dall'assemblea dei soci della cooperativa in data ……………. ai

sensi e per gli effetti dell'art. 6 della Legge 3 aprile 2001 n.142 ed entra in vigore

dal giorno ………………

• potrà essere modificato con delibera dell'assemblea ordinaria dei soci.

2. Le disposizioni del presente regolamento, salvo diversa indicazione, si intendono

applicabili a tutte le categorie dei soci indicate nell'articolo 2.

3. Per quanto non previsto dal presente regolamento si farà riferimento allo statuto,

alle delibere degli organi Sociali, alle disposizioni di legge applicabili, nonché agli

accordi collettivi in quanto applicabili.

ARTICOLO 1 - Scopo ed oggetto del regolamento

II presente regolamento ha lo scopo - ai sensi dell'articolo 6 della Legge 3 aprile 2001

n.142 e dell'articolo n. ….. dello statuto di disciplinare l'organizzazione del lavoro

dei soci lavoratori, le prestazioni lavorative dei quali contribuiscono al raggiungimento

degli scopi sociali della cooperativa.

In particolare, il regolamento definisce e disciplina le tipologie di rapporti di lavoro

che saranno adottate dalla cooperativa e dai soci lavoratori quali ulteriori e distinti

rapporti contrattuali rispetto al rapporto associativo.

ARTICOLO 2 - Rapporti di lavoro instaurabili e relative modalità di scelta

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I soci della cooperativa:

A) concorrono alla gestione dell'impresa partecipando alla formazione degli organi

sociali e alla definizione della struttura di direzione e conduzione dell'impresa;

B) partecipano alla elaborazione di programmi di sviluppo e alle decisioni

concernenti le scelte strategiche nonché alla realizzazione dei processi

produttivi dell'azienda;

C) contribuiscono alla formazione del capitale sociale e partecipano al rischio

d'impresa, ai risultati economici e alle decisioni sulla loro destinazione;

D) mettono a disposizione le loro capacità professionali, anche in relazione al tipo e

allo stato dell'attività svolta nonché alla quantità delle prestazioni di lavoro

disponibili per la cooperativa stessa.

Ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della Legge 142/01, e dell'articolo 4 dello

statuto, ogni socio lavoratore instaura con la cooperativa, in forma scritta, uno

dei seguenti tipi di rapporto di lavoro:

• subordinato;

• autonomo;

• di collaborazione coordinata non occasionale.

Tra socio lavoratore e la cooperativa sarà inoltre possibile instaurare qualsiasi altra forma di

rapporto di lavoro, purché compatibile con la posizione di socio.

In caso di stipula di un contratto di lavoro subordinato saranno indicati tutti gli

elementi previsti dal D. Legs. 152/1977 o dalle disposizioni di legge in materia.

Per tutti gli altri tipi di rapporto sarà stipulato un apposito contratto in base alle

norme specifiche del rapporto di lavoro contenente tutti gli elementi necessari

per il regolare conferimento del lavoro.

La scelta del tipo di rapporto di lavoro è rimessa alla volontà del socio e della

cooperativa secondo le caratteristiche e le modalità con cui si svolgerà il rapporto

di lavoro, in particolare in relazione all'assoggettamento o meno al vincolo di

subordinazione e tenuto conto dell'organizzazione aziendale e produttiva.

Ogni tipologia di rapporto che si metterà in essere dovrà in ogni caso rispondere

alle previsioni di Legge di tempo in tempo vigenti. Per i Soci lavoratori in forza alla Cooperativa

all'atto della approvazione del presente regolamento, viste le modalità di esecuzione dell'opera

dagli stessi resa, considerata la loro dipendenza gerarchica e funzionale dalla ooperativa si

procede, con la approvazione del presente regolamento, alla conferma e ratifica di

un "rapporto di lavoro subordinato".

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Il rapporto di lavoro, in qualsiasi forma venga messo in essere, sarà stipulato in

forma scritta. Contestualmente la cooperativa comunicherà al socio il regolamento

per la disciplina della sua prestazione lavorativa. La cooperativa e il socio possono instaurare un

rapporto di lavoro diverso da quello precedentemente scelto sulla base della manifestazione di

volontà delle parti e in conseguenza della modificazione degli elementi di cui precedente comma.

ARTICOLO 3 – Organizzazione aziendale

L'attuale struttura organizzativa - aziendale si articola:

a) nel servizio amministrativo - finanziario - tecnico - commerciale;

b) nel servizio organizzativo e gestionale;

c) nel servizio attuativo ed operativo delle attività stesse

Ai servizi di cui alle precedenti lettere a) e b) sono demandati i compiti propriamente

amministrativi e finanziari (contabilità generale, fatturazione, rapporti di normale

amministrazione con le banche, tenuta della cassa, amministrazione - organizzazione e

coordinamento del personale, segreteria generale) e fanno capo le funzioni di

reperimento e raccolta di conoscenze, dati, informazioni e verifiche sul mercato delle

opportunità esistenti, predisposizione di piani di sviluppo, l'attività di sviluppo della

immagine della Cooperativa, l’individuazione della potenziale clientela e promozione dei

nuovi servizi.

Al servizio di cui alla precedente lettera c) fanno capo tutte le attività proprie della

cooperativa quali:

- …………………………………..

- …………………………………..

- …………………………………….

- …………………………………

- ogni altra attività operativa utile e necessaria al buon andamento della Cooperativa

e necessaria al raggiungimento degli scopi Sociali.

Il consiglio di amministrazione è delegato, e tenuto, ad apportare sia

all'organigramma che alla pianta organica tutte le variazioni e le modifiche che le

condizioni di mercato, l'organizzazione del lavoro e l'esercizio della impresa

Cooperativa richiedono per un buon funzionamento della cooperativa stessa e per la

migliore redditività del lavoro reso dai soci.

ARTICOLO 4 - Rapporto di lavoro

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A) Condizioni per la stipulazione del rapporto ulteriore di lavoro subordinato

Qualora lo svolgimento dell'attività aziendale della cooperativa richieda prestazioni

d'opera caratterizzate da subordinazione funzionale del prestatore, a seguito della

delibera di ammissione il socio aderisce in forma scritta alla relativa disciplina

contenuta nel presente regolamento.

Il rapporto di lavoro potrà essere stipulato a tempo parziale, nei limiti e alle

condizioni stabiliti dalla Legge. La stipulazione del rapporto di lavoro ulteriore in capo

al socio è subordinata alla sussistenza delle esigenze produttive che ne consentano il

concreto impiego al lavoro, secondo la valutazione discrezionale del consiglio di

amministrazione.

In presenza di più soci nelle condizioni di cui precedente comma, la cooperativa

stipula l'ulteriore rapporto di lavoro con coloro che siano in possesso della qualifica

professionale richiesta dalle esigenze tecnico organizzative e produttive convergenti;

a parità di condizioni verrà adottato il criterio della maggiore anzianità di iscrizione

nel libro soci.

Possono divenire soci, instaurando rapporti di lavoro di “apprendistato” o di “formazione e lavoro”,

ovvero d'ogni altro genere avente concorrente finalità formativa, anche i giovani ultradiciottenni

che, pur non in possesso di una professionalità piena, intendano acquisirla mediante prestazione

del loro lavoro nella cooperativa, mettendo a disposizione di questa la loro capacità lavorativa.

Al termine di tali rapporti con i soci stessi sarà instaurato un rapporto di lavoro a

tempo indeterminato, nel rispetto delle vigenti normative collettive, a meno che,

prime della scadenza, e nel rispetto dei termini di preavviso, ove dovuto, la

cooperativa, con motivato giudizio, non abbia valutato non raggiunta una

professionalità piena. ritenendo quindi insussistenti le condizioni per un consolidamento

del rapporto societario che verrà risolto insieme a quello di lavoro subordinato.

B) Condizioni per la stipulazione del rapporto ulteriore di lavoro non subordinato

I soci stabiliranno, di comune accordo con la cooperativa, un rapporto di lavoro in

forma autonoma o di collaborazione coordinata non occasionale, applicandosi la relativa

regolamentazione, sulla base della tipologia del rapporto prescelto, qualora ne

ricorrano le condizioni di non subordinazione ed in quanto compatibile con la disciplina

dettata dalla Legge 662/1996 ai fini previdenziali.

• COLLABORZIONE COORDINATA E NON OCCASIONALE

Per i soci con rapporto di collaborazione coordinata e non occasionale si applicano le

seguenti disposizioni:

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l'art. 50 comma 1 lettera c)-bis della Legge 917/1985;

l'art. 2 comma 26 della Legge 335/1995;

l’art. 2222 del Codice Civile e seguenti e l'art. 409, comma 4°, del Codice

di Procedura Civile;

l'art. 5 Decreto Legislativo 38/2000 in ogni caso in cui l'attività svolta sia

soggetta a tutela assicurativa contro gli infortuni e le malattie professionali.

Tali norme esplicheranno i relativi effetti previdenziali e fiscali di tempo in tempo

vigenti.

Si applicano inoltre tutte le disposizioni di Legge che riguardano il presente tipo di

rapporto di lavoro.

• LAVORO AUTONOMO ARTIGIANO

La cooperativa potrà stipulare rapporti di lavoro con soci artigiani per tutte quelle

attività complementari ed accessorie al proprio ciclo produttivo principale che

possano essere svolte con autonomia organizzativa e con mezzi di produzione propri

dei soci. Tali attività dovranno avere quale fine quello di completare i servizi resi dalla

cooperativa, integrandosi con gli stessi.

Il rapporto di lavoro del socio di cooperativa avente per oggetto sociale lo

svolgimento di attività artigiane ai sensi e per gli effetti della Legge 443/1985 e

iscritta al relativo albo delle imprese artigiane è regolato dalle norme del presente

regolamento in tema di rapporto di lavoro diverso da quello subordinato.

Pertanto i soci stabiliranno, di comune accordo con la cooperativa, un rapporto in

forma di lavoro autonomo applicandosi la relativa regolamentazione, sulla base della

tipologia del rapporto prescelto, in quanto compatibile con la disciplina dettata alla

Legge 443/95 e dall'art.13 della Legge 57/2001 con i conseguenti effetti ai fini anche

degli adempimenti di carattere fiscale e previdenziale.

• LAVORO AUTONOMO LIBERO PROFESSIONALE

La cooperativa potrà stipulare rapporti di lavoro con soci liberi professionisti, iscritti

ai rispettivi albi professionali, per le attività proprie previste dagli ordinamenti di

iscrizione ed effettivamente svolte quale abituale professione dai soci stessi.

Tali rapporti potranno essere messi in essere per tutte quelle attività per cui la

cooperativa abbisogna, in via non occasionale, di apporti di conoscenze, professionalità

e specializzazioni non presenti nel proprio organico e che per tipologia ed alto livello

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professionale non richiedono un continuità di prestazione in cooperativa e non sono

riconducibili, per le modalità con cui vengono rese le prestazioni, ad un rapporto di

lavoro subordinato.

Pertanto i soci stabiliranno, di comune accordo con la cooperativa, un rapporto in

forma di lavoro autonomo libero professionale, applicandosi la relativa

regolamentazione, sulla base della tipologia del rapporto prescelto, in quanto

compatibile con la disciplina dettata dalle leggi istitutive e regolamentari dei

rispettivi ordinamenti professionali.

NORME COMUNI AI RAPPORTI DI LAVORO

La cooperativa si impegna ad effettuare tutti gli adempimenti alla stessa

affidata dalle disposizioni applicabili al tipo di lavoro instaurato e ad

assumere i relativi oneri economici.

I Soci con rapporto diverso da quello subordinato possono prestare la

loro attività anche presso altri committenti a condizione della preventiva

autorizzazione scritta da parte del consiglio di amministrazione della

cooperativa e sempre che l'attività in questione non sia in contrasto con

le finalità imprenditoriali ed industriali della cooperativa.

ARTICOLO 5 - CCNL applicabile e trattamento economico per i soci con rapporto

di lavoro subordinato

II trattamento economico complessivo dei Soci lavoratori sarà proporzionato alla quantità e qualità

del lavoro prestato.

Ai fini del trattamento economico e normativo di cui sopra la Cooperativa applica il contratto

collettivo di lavoro …………………..

Per i soci lavoratori che ricoprono la qualifica di dirigente, il trattamento economico e normativo, cui

fare riferimento, sarà quello previsto per i dirigenti delle imprese cooperative del 10 Luglio 2000. In

sede di approvazione del bilancio di esercizio l'assemblea potrà deliberare, su proposta del

consiglio di amministrazione, l'erogazione, a titolo di ristorno e nella misura non superiore al 30%

del trattamento economico individuato dal precedente comma, di ulteriori trattamenti economici

mediante:

integrazione del compenso;

aumento gratuito del capitale sociale;

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distribuzione gratuita di azioni di partecipazione.

II consiglio di amministrazione che, con la approvazione del presente regolamento a tal fini riceve

specifica delega, provvederà, viste le mansioni svolte ed i titoli professionali posseduti da ciascun

socio, ad inquadrare i singoli soci lavoratori subordinati nei livelli retributivi contrattuali, secondo le

specifiche declaratorie e mansioni previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro.

In tale ambito il presente regolamento disciplina specificatamente quanto segue:

1) Orario di lavoro

a) il normale orario di lavoro è fissato di norma, ma non in via esclusiva, in 8 ore

giornaliere e 38 ore settimanali; l'orario settimanale di lavoro, in ragione delle necessità

organizzative del lavoro, potrà essere distribuito sia su cinque che su

sei giorni la settimana.

b) L'articolazione dell'orario di lavoro potrà avvenire in turni spezzati, con pausa, tra

un turno e l'altro minima di un'ora; in turni continuati, sia al mattino che al

pomeriggio che di notte, in turni continuativi od alternati.

c) Il lavoro straordinario potrà essere svolto nella misura massima di …… ore giornaliere e …….

settimanali.

d) Le ore di lavoro che, in via eccezionale o per particolari situazioni organizzative,

anche ricorrenti, venissero svolte in eccedenza ai limiti di cui al punto "d"

saranno accantonate nella "BANCA DELLE ORE" al conto progressivo di ciascun

socio e potranno essere fruite a titolo di permesso individuale dei singoli soci,

entro e non oltre il 31 marzo dell'anno successivo a quello di maturazione. In caso

di mancato godimento le stesse ore saranno retribuite con la paga del mese di

aprile di ciascun anno, o all'atto della cessazione del rapporto, con la

maggiorazione della paga oraria ordinaria prevista dal CCNL per gli straordinari

infrasettimanali.

2) Riposo settimanale

II giorno di riposo di norma è fissato nel giorno di domenica, nei lavori a turni od in

situazioni che prevedono la prestazione lavorativa di domenica potrà essere fissato in

altro giorno della settimana.

3) Lavoro straordinario notturno e festivo

Salvo quanto previsto al precedente punto 1) lettere d) ed e) si rimanda alla previsione

contrattuale.

4) Trasferte

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Tutti i soci, in ragione delle esigenze organizzative della cooperativa e delle commesse di lavoro,

sono tenuti a recarsi in ogni luogo di lavoro della Cooperativa.

Per i trasferimenti che comportino, dalla sede della cooperativa, distanze inferiori ai cento

chilometri, non sarà dovuta alcuna indennità di trasferta qualora la cooperativa metta a

disposizione il mezzo di trasporto e fornisca il pasto ai soci. Per distanze superiori, od in assenza

delle condizioni sopra esposte, la vantazione della eventuale indennità di trasferta sarà effettuata di

caso in caso, tenuto conto del disagio sopportato dal socio e delle previsioni del contratto collettivo

di lavoro.

5) Mensa

La cooperativa non organizza in proprio alcun servizio di mensa. Tale servizio sarà

fornito ai soci per il tramite delle mense aziendali delle imprese committenti quando

sia possibile stabilire con le stesse convenzioni oppure in situazioni di particolare

disagio lavorativo con convenzioni messe in essere con esercizi pubblici. Tali situazioni

non costituiscono comunque alcuna obbligazione della cooperativa sia nei confronti del

singolo socio che della generalità degli stessi, dovendosi considerare la possibilità di

fruire di tale servizio quale condizione di miglior favore temporanea, dettata da

condizioni logistiche e contingenti e non una obbligazione contrattuale.

6) Svolgimento mansioni

Ai fini del raggiungimento degli obiettivi operativi e degli scopi mutualistici propri della cooperativa,

tutti i soci, secondo le esigenze produttive, sono tenuti a svolgere tutte le mansioni che vengono

richieste dalle esigenze operative ed organizzative del lavoro, anche qualora le stesse siano

riferibili a mansioni di un livello inferiore a quello in cui contrattualmente è inquadrato il socio

interessato.

Resta fermo in ogni caso il trattamento economico previsto per il livello di inquadramento

originario.

I soci che per esigenze organizzative, produttive o sostitutive, vengono

temporaneamente adibiti a mansioni superiori a quello del livello di inquadramento

avranno diritto, per tutto il tempo in cui sono adibiti a tali mansioni superiori, a

percepire una maggiorazione retributiva pari alla differenza tra il loro livello di

inquadramento e quello di riferimento per le superiori mansioni svolte.

In ogni caso di adibizione a mansioni superiori per un periodo superiore agli undici mesi

consecutivi, o in tempi diversi, negli ultimi ventiquattro mesi, scatta automaticamente

il passaggio al livello superiore.

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7) Part time

La cooperativa potrà stipulare con i soci contratti part-time nella

misura massima del 10% dell'organico stesso della cooperativa. Tali contratti dovranno

comunque sempre trovare riscontro di compatibilità con il lavoro e l'organizzazione

della cooperativa.

Il contratto part-time dovrà essere stipulato in forma scritta secondo le norme di legge e

contrattuali di tempo in tempo vigenti.

Al contratto part-time potranno essere apposte clausole di flessibilità dell'orario di lavoro pattuito,

sino al 30% dell'orario contrattualmente stabilito per il part-time stesso.

In caso di pluralità di richieste di part-time che vadano oltre i limiti massimi di cui sopra oppure che

superino i limiti massimi di compatibilità con le esigenze organizzative e produttive della

cooperativa, sarà data precedenza, con il seguente ordine:

ai soci che abbiano titolo per fruire dei congedi parentali, così come regolamentati dalla legge;

ai soci affetti da malattie professionali;

ai soci con invalidità permanente superiore al 30%;

ai soci dediti agli studi per il conseguimento di un titolo di studio a corso legale (Laurea compresa).

8) Trattamento economico dei soci lavoratori subordinati

II trattamento economico dei soci lavoratori dipendenti subordinati è stabilito dal contratto collettivo

di lavoro applicato.

L'assemblea, inoltre, potrà definire con apposita delibera un trattamento economico ulteriore, a

titolo di maggiorazione retributiva, secondo le modalità stabilite in accordi stipulati dalla

associazione cooperativa cui aderisce, ai sensi dell'art. 2 della Legge 142/2001.

In sede di approvazione del bilancio d'esercizio l'assemblea potrà deliberare, su proposta del

consiglio di amministrazione, l'erogazione, a titolo di ristorno e nella misura non superiore al 30%

dei trattamenti retributivi individuati dai precedenti commi del presente articolo, di ulteriori

trattamenti economici mediante:

a) integrazione delle retribuzioni;

b) aumento gratuito del capitale sociale;

c) distribuzione gratuita di azioni di partecipazione cooperativa;

ARTICOLO 6. Infrazioni e sanzioni disciplinari

Le infrazioni disciplinari, le relative sanzioni, nonché le procedure di contestazione delle stesse,

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sono regolate dalla Legge e dal contratto collettivo.

In relazione alle specifiche esigenze organizzative e produttive aziendali, il consiglio di

amministrazione può in qualsiasi momento proporre all'approvazione dell'assemblea ulteriori

fattispecie integrative o modificative di quanto previsto dal comma precedente.

Nei casi di infrazione di particolare gravità, il consiglio di amministrazione potrà comunque sempre

disporre la sospensione cautelare dei soci, senza maturazione della retribuzione, per tutta la durata

del procedimento disciplinare.

ARTICOLO 7 - Risoluzione del rapporto di lavoro e del rapporto associativo

I soci che volontariamente abbiano rassegnato le proprie dimissioni dal rapporto

ulteriore di lavoro subordinato (salvo che lo stesso rapporto di lavoro sia stato

trasformato, ricorrendone i presupposti di legge ed associativi, in altra tipologia)

decadono altresì in pari data dal rapporto associativo.

Il licenziamento di socio lavoratore per giusta causa o giustificato motivo è regolato dalla legge e

dal contratto collettivo di riferimento.

In caso di licenziamenti collettivi per riduzione del personale, ove ricorra l'obbligo di esperire la

procedura di mobilità, la stessa dovrà essere preceduta da apposita delibera di approvazione della

assemblea dei soci del programma di mobilità.

Il licenziamento individuale del socio lavoratore per motivi disciplinari, per giusta causa o per

giustificato motivo soggettivo comporta la contestuale risoluzione del rapporto associativo per

decadenza.

Ai sensi dell’art. ……. dello statuto sociale, allo scioglimento del rapporto sociale per recesso,

decadenza o esclusione del socio cooperatore, ne consegue anche lo scioglimento dell'eventuale

rapporto di lavoro instaurato fra la cooperativa ed il socio stesso.

ARTICOLO 8 - Configurabilità dello stato di crisi e provvedimenti conseguenti

La cooperativa, sulla base di indicatori economico-finanziari (risultato di impresa;

fatturato; risultato operativo; indebito) da cui emerga un andamento a carattere

negativo o involutivo dell'attività dell'azienda, può dichiarare la stato di crisi aziendale

quando esso derivi da:

• contrazione o sospensione dell'attività produttiva derivante da eventi transitori, non imputabili alla

cooperativa;

• situazioni temporanee di mercato;

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• crisi economiche settoriali o locali;

• una carenza di liquidità finanziaria connessa al documentato ritardato introito di crediti maturati.

Nei casi di cui al precedente comma, l'assemblea potrà deliberare, su proposta del

consiglio di amministrazione, un piano di crisi aziendale con l'indicazione delle misure

ritenute idonee a fronteggiare la situazione, al fine di salvaguardare per quanto

possibile i livelli occupazionali.

Con riferimento a tutti i settori di attività della cooperativa e a tutte le categorie di

rapporti in esse costituiti, il piano di crisi potrà prevedere la possibilità di un apporto

economico da parte dei soci lavoratori alla soluzione della crisi tramite la riduzione

temporanea dei trattamenti economici, con priorità per quelli individuali e quelli definiti a livello

aziendale e territoriale.

Se necessario l'assemblea potrà deliberare la riduzione del trattamento economico il

quale non potrà comunque essere inferiore al 70% del trattamento globalmente

previsto dal contratto collettivo nazionale applicabile. Nell'applicazione delle misure di superamento

della crisi approvate dall'assemblea, il cda potrà tener conto delle situazioni di particolare difficoltà

in cui riversano i soci o eventuali impegni economici da loro eventualmente assunti che dovranno

comunque essere oggettivamente comprovati.

In funzione del superamento dello stato di crisi l'assemblea potrà infine deliberare

apporti temporanei da parte dei soci lavoratori in termini di ore di lavoro gratuito

predeterminate e di disponibilità alla flessibilità temporale nelle prestazioni

lavorative.

Le misure sopra indicate potranno concorrere con le forme di sostegno del reddito e

dell'occupazione alle quali la cooperativa abbia accesso a norma di Legge, avendo cura

che i predetti strumenti siano opportunamente coordinati allo scopo di ottenere dai

soci apporti sostanzialmente equilibrati. L'assemblea potrà differenziare

l'applicazione di dette misure a seconda dei settori di attività e dei rapporti coinvolti.

RAPPORTO ULTERIORE DI LAVORO AUTONOMO E DI

COLLABORAZIONE COORDINATA NON OCCASIONALE

ARTICOLO 9 - Normative di Legge vigenti per i rapporti di lavoro diversi da

quello subordinato

Ai sensi dell'articolo 6, lettera e, della Legge 142/01, la cooperativa applica nei

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confronti dei soci lavoratori, con i quali ha instaurato un rapporto di lavoro diverso da

quello subordinato, le relative disposizioni di Legge.

Per i Soci di cui al precedente comma si applicano le norme contenute negli articoli

2222 e ss. del Codice Civile e nell'articolo 409, n.4, del codice di procedure civile con

i relativi effetti fiscali e previdenziali nonché gli effetti previsti da leggi o da altre

fonti in materia di lavoro autonomo e di collaborazione coordinata e continuativa in

quanto compatibili con la figura del socio lavoratore.

ARTICOLO 10 - Condizioni per la stipulazione del rapporto ulteriore di lavoro non

subordinato

Qualora lo svolgimento dell'attività della cooperativa richieda prestazioni d'opera non

caratterizzate da subordinazione del prestatore, a seguito della delibera di

ammissione il socio aderisce in forma scritta alla relativa disciplina contenuta nel

presente regolamento

La stipulazione del rapporto di lavoro ulteriore in capo al socio è subordinata alla

sussistenza delle esigenze produttive ed organizzative che ne consentano la concreta

adibizione al lavoro, secondo la valutazione discrezionale del consiglio di

amministrazione. La durata del rapporto e le relative specifiche condizioni saranno di

volta in volta definite sulla base delle intese con il socio.

ARTICOLO 11 - Trattamento economico

I! trattamento economico dei soci sarà rapportato alla quantità e qualità di lavoro

conferito in cooperativa e, secondo quanto stabilito dalle disposizioni di Legge, dalle tabelle

professionali, dagli usi e consuetudini e in ogni caso da quanto concordato per

iscritto con il socio stesso.

In sede di approvazione del bilancio di esercizio l'assemblea potrà deliberare, su

proposta del consiglio di amministrazione, l'erogazione, a titolo di ristorno e nella

misura non superiore al 30% del trattamento economico individuato dal precedente

comma, di ulteriori trattamenti economici mediante:

• integrazione del compenso;

• aumento gratuito del capitale sociale;

• distribuzione gratuita di azioni di partecipazione.

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ARTICOLO 12 - Modalità di svolgimento dell'incarico

Nello svolgimento dell'incarico il socio gode della più ampia autonomia e

discrezionalità organizzativa garantendo l'adeguato standard qualitativo della sua

prestazione e il rispetto dei tempi di esecuzione concordati nell'apposito contratto

stipulato tra le parti. In corso di svolgimento dell'incarico il socio e la cooperativa

possono sempre concordare i tempi e modalità di esecuzione del servizio diversi da

quelli originariamente pattuiti quando ciò sia funzionale alle esigenze tecnico -

organizzative della cooperative e/o agli interessi personali del socio, anche con

assegnazione totale o parziale dell'incarico a terzi.

ARTICOLO 13 - Obblighi del Socio

Prima dell'accettazione in proprio di commesse di lavoro da parte di terzi, nell'ambito di attività

della cooperativa, il socio, lavoratore non subordinato, è tenuto a darne comunicazione al consiglio

di amministrazione.

Qualora il socio per gravi motivi, sia costretto ad interrompere il lavoro intrapreso, sarà cura del

cda garantire il pieno proseguimento dell'incarico mediante ricorso ad altro socio.

In tal caso, il socio che si ritira è tenuto a dare al socio subentrante tutta la collaborazione

necessaria per i! corretto e proficuo proseguimento del lavoro.

ARTICOLO 14 - Rinvio

Le norme in materia di configurabilità dello stato di crisi e provvedimenti conseguenti

si applicano anche al rapporto ulteriore di lavoro autonomo.

ARTICOLO 15 - Revoca e scioglimento del rapporto

L'accertata oggettiva inidoneità del socio allo svolgimento dell'incarico assegnatogli,

che abbia o meno costituito l'oggetto di contestazione da parte del cliente, può

costituire motivo di revoca dall'incarico stesso.

NORME DIVERSE

ARTICOLO 16 - Istituzione della previdenza complementare

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Con il presente regolamento si istituisce una forma di previdenza complementare,

volontaria, per i soci lavoratori della cooperativa ai sensi e per gli effetti dell'art. 2

comma 1 lettera b)-bis e del citato art. 3 del Decreto Legislativo 124/93 e successive

modificazioni e integrazioni.

Lo schema contributivo applicato, per i soci lavoratori con rapporto di lavoro

subordinato, è quello previsto nel CCNL di cui all'art. 5 del presente regolamento.

Soggetto attuatore della presente forma di previdenza complementare è

……………….., fondo pensione autorizzato iscritto a! n.96 dell'Albo dei Fondi Pensione

presso il Ministero del Lavoro.

ARTICOLO 17 - Modificazione del regolamento

II presente regolamento interno può essere modificato con delibera dell'assemblea

ordinaria dei Soci.