Allentiamo i reggiseni?

 

Emporio Primo Vere

La newsletter dei consumatori solidali e critici.

(del 13 dicembre 2011)

Orari di dicembre

L’Emporio sarà aperto giovedì 8, domenica 11 e domenica 18 dicembre con il seguente orario: mattina 10-13 pomeriggio 16-20

Cassette di verdura bio a km 0

Questa settimana nella biocassetta dell’azienda

Alfredo D’Eusanio di Ortona ci sarà:

bietola, zucca, insalata, cavolo, rape.

Prezzo biocassetta 3 kg e più € 6.00

Potrete prenotarle entro mercoledì ore 13

Attraverso il tasto prenota puoi assicurarti anche pane, pizze e panini a lievitazione naturale delle due aziende di Bucchianico.

Venerdì 16 e venerdì 23 arriveranno i cacionetti” tradizionali del Forno di campagna di Bucchianico, prodotti con materie prime da agricoltura biodinamica aziendali (frumento, uova, marmellata d’uva, noci, olio extra- vergine d’oliva).

Lo zucchero utilizzato è di canna.

Sarà possibile prenotare dei vassoietti per le vostre feste.

La ricetta

Torta di muesli “golosa”.

E’ una ricetta golosa, leggera, facile, ideale per la prima colazione che non contiene latte, uova, lievito e farina!

Non siamo in grado di fornirvi le dosi,va fatta ad occhio, equilibrando i vari ingredienti, ma vi assicuro che viene bene sempre e comunque.

Lo schema degli ingredienti è questo:

  1. corn flakes o orzo flakes
  2. frutta secca
  3. frutta fresca
  4. cioccolato fondente extra
  5. olio extra v. o di girasole
  6. zucchero di canna integrale
  7. un profumo (liquorino)
  8. 1 spezia a piacere (facoltativa)

 

L’ultima (fatta da chi scrive) è stata realizzata così:

Ho mescolato dei corn flakes con pezzetti di mela e di pesche sciroppate fatte in casa, del cioccolato fondente tritato molto grossolamente, dell’uvetta, delle mandorle tritate. Ho aggiunto una bella spruzzata di grappa, un po’ d’olio d’oliva e poco zucchero di canna.

Ho disposto il tutto in uno stampo per crostate ben unto e infarinato e poi ho coperto con un sottile strato di zucchero di canna (che ha creato una crosticina deliziosa).

Ho messo in forno ventilato a 180° per venti circa.

Non vi aspettate che il dolce si tagli a fette, va preso a cucchiaiate e la sua bontà sta nell’incontro tra le diverse consistenze e i vari profumi.

Conclusioni: (riportate da chi incolla la ricetta sulla news e che le ricette le mangia) la torta è buona da leccarsi le dita!!!

2 Prodotto jolly della settimana per i soci

Sconto 15% per l’acquisto di 1 pentola Bionatural o “della salute.

Sconto 10% per l’acquisto di 2 panettoni (no panettoncini)

(con uvetta, con gocce di cioccolato, con farcia di crema gianduia, di farro, di kamut)

I panettoni del commercio equo e solidale uniscono la qualità delle materie prime quali cioccolato, uvetta, marmellate, zucchero di canna dei paesi del sud del mondo con la migliore tradizione pasticcera italiana.

I nostri panettoni

Per un Natale equo e solidale, il tradizionale panettone con uvetta e gocce di cioccolato rivisitato con ingredienti del commercio equo e solidale.

Nel morbido impasto si trovano burro tradizionale e uova fresche, tante gocce di cioccolato ottenute con cacao dalla Repubblica Dominicana (Conacado), lo zucchero di canna del Costa Rica (Coopeagri e Coopecanera) e/o dall’isola Mauritius (Mauritius Sugar Syndicate), la vaniglia dal Madagascar (Ravinala) e la dolce combinazione di uvetta del Sud Africa (Eksteenskuil Vine fruit Farmers) e gocce di cioccolato, ricche di cacao della croccante granella di anacardi del Brasile e dell’India (Coopercajou e/o Elements).

La lievitazione è naturale. % ingredienti del commercio equo: oltre 50%

La confezione del panettone è in carta seta, disponibile in rosso con blockprint dorato alla base. Il sacchetto è preparato dalle artigiane di MCC, organizzazione nata nel 1970 in Bangladesh. MCC si rivolge soprattutto a gruppi di donne condizioni particolarmente difficili e promuove l’artigianato come forma di emancipazione e auto sviluppo.

Il sacchetto può essere stirato e riutilizzato come confezione regalo.

In Emporio troverete anche panettoni senza latte, uova o frumento.

Clima: buone notizie???!!!

Durban: l’accordo salva-clima scatta nel 2020

194 Paesi si impegnano ad attuarlo entro il 2015. Il ministro Clini: «Ha valore globale».

Via libera alla tabella di marcia che è previsto porti all’adozione di un accordo globale salva-clima entro il 2015, per entrare in vigore dal 2020. Lo ha deciso la 17esima Conferenza mondiale sul clima a Durban, in Sudafrica, che ha trovato anche un accordo per il Kyoto2, la seconda versione del trattato sulla riduzione del danno ambientale del 2005, dopo il 2012. Il documento del 2020 ha sottolineato l’urgenza di accelerare i tempi e di alzare il livello di contenimento dell’impatto sull’ecosistema.
ACCORDO IMPERFETTO. Dopo 12 giorni di trattative regolamentari e 36 ore di tempi supplementari, la COP17, cioè il 17esimo vertice sul clima delle Nazioni Unite, ha avuto il suo accordo. «Imperfetto», aveva premesso Maite Nkoana-Mashabane, ministro degli esteri sudafricano, ma per tutti «Madam Chair», signora presidente fin dall’apertura della sessione finale, ma indispensabile per evitare che, nella storia della lotta al cambiamento climatico, il nome di Durban (e quello del Sud Africa) sia associato a un fiasco, come già avvenne due anni fa a Copenaghen e, in misura minore, l’anno scorso a Cancun.
NEGOZIATI PER 194 PAESI. I delegati riuniti a Durban per la 17esima Conferenza mondiale sul clima organizzata dall’Onu hanno raggiunto un’intesa: i 194 Paesi è previsto inizino dei negoziati per un accordo globale sulla riduzione delle emissioni di gas serra che è previsto venga raggiunto entro il 2015 ed è in programma che entri in vigore al più tardi nel 2020.
Intanto, visto che nel 2012 scade il protocollo di Kyoto, è stata raggiunta un’intesa per un Kyoto2 che consentirà di traghettare dal 2012 al nuovo accordo. Dall’estensione di Kyoto, che dovrebbe durare almeno altri cinque anni, si sono però tirati fuori Giappone, Russia e Canada.
SUMMIT PROLUNGATO. L’intesa, la ‘piattaforma di Durban’, ha scongiurato in extremis il fallimento del vertice, che si è prolungato molto oltre il previsto. Iniziato lo scorso 28 novembre, infatti, il summit avrebbe dovuto concludersi venerdì. Critiche dagli ambientalisti: «Non hanno raggiunto un accordo reale, ma hanno attenuato i toni in modo che tutti saltassero a bordo», ha commentato Samantha Smith di WWF International, notando che nel documento approvato non viene menzionato per esempio alcun tipo di sanzione.
L’APPELLO DI MADAM CHAIR. Maite Nkoana-Mashabane, ministro degli Esteri sudafricano aveva fatto appello, il 10 dicembre, ai delegati, invitandoli a «guardare oltre il bene dell’umanità» e ad approvare quattro progetti (modifica del Protocollo di Kyoto, bozza di modifiche al sistema di governo dei paesi della Convenzione, progetto relativo al Fondo verde per il clima e all’adattamento di tutti questi meccanismi in un quadro giuridico).

Clini: «Siamo usciti dal ‘cono d’ombra’ di Copenaghen»

(© Ansa) Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini.

«Siamo usciti dal ‘cono d’ombra’ di Copenaghen. L’accordo supera i limiti del Protocollo di Kyoto e ha una dimensione globale» offrendo all’Europa, e soprattutto all’Italia, la possibilità di costituire la ‘piattaforma’ per lo sviluppo con le grandi economie emergenti: Brasile, Cina, India, Messico e Sudafrica. Lo ha dichiarato il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, commentando i risultati raggiunti a Durban.
RIDUZIONE DELLE EMISSIONI. In particolare, secondo il ministro Clini, che ha partecipato personalmente alla trattativa, questo accordo per la difesa del clima, offre la possibilità per «la diffusione delle tecnologie capaci di assicurare crescita economica e riduzione delle emissioni: è il nuovo fronte della competitività».
IL PIANO ITALIANO. «L’Italia è nel gruppo di testa dei paesi che hanno voluto l’accordo di Durban e ora siamo impegnati a dare seguito all’accordo nelle politiche nazionali, nella nostra partecipazione alle decisioni europee e nel rafforzamento del nostro partenariato con Brasile, Cina, India, Messico e Sudafrica». Lo ha detto il ministro dell’Ambiente commentando i risultati della conferenza Onu a Durban. Entro il 15gennaio Clini ha in programma di presentare la revisione del piano nazionale di riduzione delle emissioni.

Domenica, 11 Dicembre 2011

… per consumatori critici in erba.

 Le grida si sentivano sino al limitare della foresta. C’era pure una musica assordante che infastidiva parecchio. Martina la formica decise che ne aveva abbastanza e chiese il permesso di smettere di lavorare per andare a vedere che cosa stava succedendo.

Non fu difficile per lei capire da dove proveniva tutto quel rumore e anche indovinare chi poteva esserne il responsabile. Grugno, il cinghiale nero più arrogante del Bosco, stava festeggiando il suo compleanno con altri animali di cui, stando a quanto riferiva la Talpa Cesira – nota ai più per essere sempre la prima a sapere tutte le novità – era meglio diffidare. Spiedini, avanzi di cibo e bottiglie di bibite erano rovesciati ovunque.

Ma come ti permetti di fare tutto questo baccano!” urlò la piccola formica con tutto il fiato che aveva in gola. Grugno, infastidito da quella brusca interruzione, alzò un sopracciglio con fare superiore e ringhiò: “Piccolo, insignificante animale che non sei altro! Come osi interrompere la MIA festa! Non vedi che ho ospiti? Io non ho bisogno del permesso di nessuno per divertirmi”, e così dicendo scagliò con una zampa una lattina vuota verso Martina . La formichina la scansò per un pelo e rispose “Tu non hai rispetto per niente e nessuno ma ricorda che un po’ di umiltà sta bene anche in casa degli animali più grossi!” e così dicendo se ne andò imprecando a bassa voce.

Passò il tempo, Martina continuò a lavorare incessantemente con le sue colleghe per garantirsi un inverno abbondante di cibo. Un giorno venne a sapere (sempre dalla solita Cesira la Talpa) che Grugno, durante una delle sue scorribande, si era rotto una zampa. Il cinghiale si diceva fosse a letto, solo e impossibilitato a procurasi il cibo, e data la scarsa simpatia che nutriva tra gli animali del Bosco, non c’era da meravigliarsi che nessuno fosse andato a trovarlo.

Martina pensò e ripensò, e infine decise di preparare una bella teglia di maccheroni e di portarla a Grugno. Lo trovò mesto, dimesso e nei suoi occhi tutta la superbia era sparita. Non appena si accorse della formichina una lacrima scese silenziosa sulle sue ispide guance: “Io – cominciò – non sono cattivo. Volevo dimostrare a tutti di essere il più forte e il più importante fra gli animali del Bosco. Ho mancato di rispetto a te, Martina, e a tutti gli altri e ti chiedo scusa”.

Non solo ci hai deriso e trattato male – replicò la formica – ma durante tutte quelle feste che hai fatto hai sprecato un sacco di cibo che ti sarebbe potuto tornare utile in questo momento. Ora mangia, rimettiti in forma e spero che questa lezione ti sia servita a qualcosa”. E così dicendo pensò di averlo redarguito abbastanza e con un mezzo sorriso gli porse la teglia, certa che a volte la vita insegna più di mille discorsi.

Pillole di consumo critico

 

Stretto da morire.
La relazione tra reggiseno e cancro al seno.

Se non lo avete già bruciato negli anni, potreste volervelo togliere ora. “Il reggiseno causa il cancro al seno. E¹ lampante,” afferma il ricercatore medico Syd Singer.
I coniugi Singer si sono dedicati all¹investigazione sul cancro al seno nel 1991. Il giorno in cui la moglie, Soma, scoprì un nodulo al proprio seno, il team di ricerca del marito stava esaminando gli effetti della medicina Occidentale fui Figiani. Sotto la doccia, Syd aveva notato che le spalle e i seni di Soma erano segnati da scanalature rosso scuro. A Syd ricordò la domanda posta alla moglie da una Figiana perplessa a proposito del suo reggiseno: “Non si sente stretta?” “Devi farci l¹abitudine,” aveva risposto Soma.
Forse il reggiseno comprimeva il tessuto del seno, si chiese Syd,
impedendo il drenaggio linfatico e provocando degenerazione?

Soma decise di smettere di indossare il suo reggiseno. Ma quando Syd cercò nella letteratura medica non trovò nessuna causa nota per il cancro al seno, condizione che nelle donne appare raramente prima dei 35 anni, più frequentemente dopo i 40. I tassi di mortalità più elevati sono in Nord America ed Europa settentrionale, col resto del mondo che si sta adeguando velocemente.
La World Health Organization (Organizzazione Mondiale della Sanità) invoca le tossine chimiche quale causa primaria di cancro. Ma i veleni che si accumulano nei tessuti del seno sono normalmente spazzati dal chiaro fluido linfatico verso i grandi gruppi di linfonodi posti nelle ascelle e nella parte alta del torace. I Singer scoprirono che “essendo i dotti linfatici molto sottili, essi sono estremamente sensibili alla pressione e si possono comprimere con facilità.” Una minima pressione cronica sui seni può provocare la chiusura delle valvole e dei dotti linfatici..

“Poco ossigeno e meno nutrienti sono trasportati alle cellule, mentre i prodotti di rifiuto non sono spazzati via,” notarono i Singer. Dopo 15 o 20 anni di drenaggio linfatico ostacolato dal reggiseno, può apparire il cancro.
Considerando altri paesi, Soma e Syd rimasero colpiti dalla bassa incidenza di cancro al seno nelle nazioni più povere, pur inondate dai pesticidi ivi scaricati dalle altre nazioni. Non trovarono contadine che indossassero reggiseni push-up. Scoprirono invece che tra i Maori della Nuova Zelanda integrati nella cultura bianca vi è la stessa incidenza di cancro al seno, mentre gli aborigeni australiani non integrati non hanno praticamente cancro al seno. Lo stesso trend si applica ai giapponesi occidentalizzati, ai Figiani e ad altre colture convertite al reggiseno.

Nel loro libro Dressed To Kill: The Link Between Breast Cancer and Bras, (Vestite Da Morire: La Relazione Tra Cancro Al Seno e Reggiseno) i due ricercatori hanno anche osservato che proprio prima che una donna inizi il suo ciclo, gli estrogeni si innalzano, provocando un rigonfiamento del seno. Se la donna continua a indossare un reggiseno della stessa misura, i vasi linfatici salva vita saranno compressi in maniera ancor maggiore. Hanno forse scoperto qual è il vero collegamento tra cancro al seno ed estrogeni?
Le donne senza figli non sviluppano mai del tutto il proprio sistema linfatico pulisci-seno. E nemmeno donne che non abbiano mai allattato. Le donne che lavorano, che indossano il reggiseno quotidianamente e rimandano la gravidanza potrebbero essere quelle più a rischio, avvertono i Singer.

Ancora peggio, il divenire donna per una giovane è spesso “marcato” dal suo primo reggiseno. Come l¹anziana pratica cinese del bendaggio dei piedi, il “bendaggio del seno ” puberale può in ultima istanza condurre a severe complicazioni mediche.
Che il reggiseno sia l’ “anello mancante ” che spiega la crescente epidemia di cancro al seno? A cominciare dal maggio del 1991, Soma e Syd Singer hanno condotto uno studio di 30 mesi, Bra and Breast Cancer (Reggiseno e Cancro al Seno) intervistando circa 4.000 donne di cinque grandi città degli Stai Uniti. Erano tutte di tipo caucasico per lo più di “reddito medio” in età compresa tra i 30 e i 79 anni. Metà di loro erano state diagnosticate di cancro al seno.

Quasi tutte le donne intervistate erano scontente della dimensione o della forma del proprio seno. Le donne che avevano scelto un reggiseno per

l’ aspetto, ignorando indolenzimenti e gonfiori, avevano il doppio di incidenza di cancro al seno di quelle che non l’avevano scelto per questo.
Ma la statistica più sorprendente riguardava le donne che indossavano il reggiseno anche per dormire e che avevano sviluppato il cancro. Così come una donna su sette costretta in un reggiseno
per più di 12 ore al giorno. Le donne senza reggiseno hanno solo una probabilità su 168 di subire una diagnosi di cancro al seno, dicono i Singer. La stessa di un uomo senza reggiseno.

“Non dormite col reggiseno!” implora Syd Singer. “Le donne che intendono evitare il cancro al seno dovrebberoindossare un reggiseno per il periodo di tempo più limitato possibile – di sicuro per meno di 12 ore al giorno.”
Syd inoltre spiega che quasi l’80% di chi indossa il reggiseno e soffre di noduli, cisti e indolenzimento vede quei sintomi svanire, “entro un mese dopo essersi liberate del reggiseno.” Non tutte sono pronte a liberarsi dal proprio capestro. Come una donna ha rivelato al team, “Le tette mi arriverebbero all’ombelico senza un reggiseno.” Ma il chirurgo Christine Haycock del College of Medicine del New Jersey dice che sono le caratteristiche genetiche – non i legamenti o la dimensione del seno – la ragione per cui alcuni seni cedono alla gravità. Un petto che saltella aiuta a tener pulito il sistema linfatico.

Ben consci che i loro risultati erano “esplosivi,” i Singer hanno inviato i risultati della loro ricerca ai capi delle più prestigiose organizzazioni e istituti anti-cancro americani. Nessuna risposta. Alla pari del business del cancro, il giro d¹affari dei reggiseno è enorme. Moltiplicate il numero delle donne che, in tutto il mondo, comprano qualche reggiseno da 25$ ogni anno e otterrete una cifra vicina ai 6 miliardi di dollari all¹anno.
Syd Singer afferma che la censura dell¹establishment sulla relazione tra cancro al seno e reggiseno sta uccidendo le donne. Indicando la condizione maggiormente condivisa tra le pazienti di cancro al seno, egli enfatizza che si tratta di un sistema linfatico strizzato dal reggiseno.

Andando sempre senza reggiseno, Soma iniziò a indossare vestiti che non enfatizzassero i seni. Cominciò anche a massaggiare i seni con regolarità e ad andare in bicicletta, a prendere integratori vitaminici ed erboristici e a bere solo acqua pura.
Due mesi dopo, il suo nodulo era scomparso Un grintoso Syd Singer dice che, al primo spaventevole segnale di un nodulo,
le donne dovrebbero togliersi il reggiseno prima di togliersi i seni.” Cosa aspettare, se potete liberare il vostro sistema linfatico adesso?

RICORDATE: Una combinazione spettacolarmente controindicata è indossare un reggiseno e usare un telefono cellulare.

SE DOVETE INDOSSARE UN REGGISENO
Reggiseno push-up e quelli da sport sono da evitarsi. Scegliete reggiseno di cotone, non stretti. Assicuratevi di poter passare con due dita sotto le spalline e ai fianchi delle coppe. Quanto più sono alte le coppe, tanto più severa la compressione dei maggiori linfonodi. Non indossate assolutamente mai questo disastroso dispositivo per dormire. A casa toglietevelo. Massaggiate i vostri seni ogni volta che vi togliete il reggiseno. Riportate in salute il vostro sistema linfatico, o almeno respirate a fondo liberamente.

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