Macchie d’olio.

 

Cari amici,

oggi vogliamo soffermarci sull’impatto ambientale che avrebbe la costruzione del Centro Olii ad Ortona. Non si tratta di perseguire la politica del “tutto purchè fuori dal mio giardino”, ma dobbiamo riflettere sul fatto che le nostre azioni hanno comunque una conseguenza su un altro punto del globo, come magari sulle popolazioni del delta del Niger, piuttosto che sulle popolazioni che vivono sul Lambro.

Per questo riteniamo importante perseguire una politica ambientalista della decrescita felice, riducendo il più possibile il consumo di energia fossile a vantaggio di quella sostenibile.

 

Di Maurizio Pallante della Decrescita Felice.

Nessuno a destra e a sinistra nutre il minimo dubbio sull’utilità e la necessità della crescita economica. La crescita è il primo punto di ogni programma politico. Un postulato che non ha bisogno di dimostrazione. Come ogni organismo vivente deve respirare, così l’economia deve crescere. Se non cresce è sintomo che sta male. La parola decrescita è stata persino bandita dal vocabolario. Al suo posto si usa la locuzione crescita negativa, che sarebbe come definire gioventù negativa l’età di un centenario. Una mancanza di logica esibita senza pudore, di per sé solo ridicola, se non fosse l’espressione verbale del rifiuto di capire che una crescita infinita non è possibile in un mondo che, per quanto grande, non ha una disponibilità infinita di risorse da trasformare in merci, né una capacità infinita di assorbire i rifiuti generati dai processi di produzione e dalle merci nel corso e al termine della loro vita. Eppure la competizione politica tra destra e sinistra, tra tutte le destre e tutte le sinistre apparse nella storia, si è sempre incentrata sulle rispettive capacità di far crescere l’economia più della parte avversa. La crescita della produzione è l’obiettivo degli imprenditori, dei sindacati e della finanza. La crescita dei consumi l’aspettativa delle popolazioni. Nel sistema dei valori su cui si fondano le società industriali il più si è identificato e continua a identificarsi col meglio, anche se progressivamente diminuiscono la sua utilità e aumentano i disagi che crea. I danni sono come nascosti da un velo che impedisce di vederli. Le guerre per il controllo dei giacimenti petroliferi, lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento del livello dei mari e i cambiamenti climatici in corso non vengono messi in relazione con l’incremento dei consumi di fonti fossili necessari a sostenere la crescita della produzione e dei consumi. Come se niente fosse, la destra e la sinistra, tutte le varianti attuali della destra e della sinistra, continuano a mettere la crescita al centro dei loro programmi politici. Sostenere la necessità della decrescita significa pertanto collocarsi al di fuori di questa dialettica e rimettere in discussione il paradigma culturale che ha caratterizzato le società occidentali dalla rivoluzione industriale a oggi. Un obiettivo che richiede uno sforzo di elaborazione immane, a cui sono chiamati tutti coloro che, a partire da una percezione anche soggettiva delle sofferenze che il fare finalizzato a fare di più crea alla vita, a tutte le forme di vita e alla terra in quanto organismo vivente, intendono contribuire a restituire al lavoro la sua intrinseca connotazione di fare bene finalizzato a migliorare la qualità della vita in tutte le forme che essa assume, ben sapendo che solo in questo modo si può migliorare anche la qualità della vita della specie umana.

La crescita della produzione di merci consuma quantità crescenti di materie prime e di energia. La crescita del consumo di merci produce quantità crescenti di rifiuti. In un sistema economico fondato sulla crescita, la produzione è un’attività finalizzata a trasformare le risorse in rifiuti attraverso un passaggio intermedio, sempre più breve, allo stato di merci. Le innovazioni di processo hanno la funzione di accelerare i tempi di percorrenza della prima parte del tragitto, da risorsa a merce; le innovazioni di prodotto hanno la funzione di accelerare i tempi di percorrenza della seconda parte del tragitto, da merce a rifiuto. Quanto più breve è la durata del percorso, tanto maggiore è la crescita del prodotto interno lordo. Il senso ultimo dello sviluppo scientifico e tecnologico finalizzato alla crescita del prodotto interno lordo è la produzione di quantità sempre maggiori di rifiuti in tempi sempre più brevi. In termini più generali è l’applicazione della razionalità a uno scopo irrazionale e ha come risultato finale la devastazione del mondo. La ricerca del nuovo come valore in sé incrementa il consumo di risorse, accresce le varie forme di inquinamento ambientale, toglie alle generazioni future il necessario per vivere, ingigantisce progressivamente le discariche e alimenta con sempre maggiore abbondanza gli inceneritori. Il progresso fondato sui progressi scientifici e tecnologici finalizzati ad accrescere la produzione di merci scandisce le tappe di avvicinamento della specie umana alla rottura degli equilibri fisico-chimici-biologici che ne hanno consentito l’evoluzione e lo sviluppo.

In un sistema economico e produttivo finalizzato alla crescita del prodotto interno lordo le innovazioni tecnologiche sono finalizzate ad accrescere la produttività, ovvero le quantità prodotte da ogni produttore nell’unità di tempo, indipendentemente dalle conseguenze che possano derivarne in termini di esaurimento delle risorse, di crescita dei rifiuti e di impatto ambientale. In un sistema economico e produttivo finalizzato alla decrescita le innovazioni tecnologiche sono finalizzate alla riduzione del consumo di risorse e di energia, della produzione di rifiuti e dell’impatto ambientale per unità di bene prodotto. Chi si pone l’obiettivo della decrescita non ha pregiudizi antiscientifici o antitecnologici, come insinuano i paladini della crescita. La decrescita non richiede meno tecnologia della crescita, ma uno sviluppo tecnologico diversamente orientato. Le innovazioni tecnologiche di cui ha bisogno nell’edilizia non sono finalizzate a ricoprire in tempi sempre più brevi porzioni sempre più vaste di superficie terrestre con una crosta di materiali inorganici, come accade nei sistemi fondati sulla crescita, ma a costruire edifici ben coibentati allo scopo di ridurre tendenzialmente a zero il fabbisogno di energia per la climatizzazione. Per costruire un edificio che non ha bisogno dell’impianto di riscaldamento per mantenere una temperatura interna di 20 gradi con una temperatura esterna di 20 gradi sotto zero ci vuole più tecnologia di quella che occorre a costruire una casa che consumi 20 litri di gasolio al metro quadrato all’anno, come fanno in media gli edifici costruiti nel dopoguerra in Italia. Ma un edificio che ha bisogno di una minore quantità di energia contribuisce a ridurre il prodotto interno lordo. Tutte le innovazioni tecnologiche che riducono l’impronta ecologica, ovvero la quantità di superficie terrestre necessaria a ogni individuo per ricavare le risorse di cui ha bisogno, consentendo al contempo la loro rigenerazione, comportano una decrescita economica che contribuisce a migliorare la qualità degli ambienti e la vita degli esseri umani. Una decrescita felice.

I video per approfondire l’argomento:

i primi due video spiegano bene perchè ci sono resistenze sull’insediamento del Centro Oli di ortona.

A seguire riportiamo, da una puntata di Annozero, l’esperienza di un Centro Oli in Basilicata.

Poi c’è un video di attualità sui rischi di un danno accidentale o doloso legati alla presenza di una raffineria e di serbatoi di stoccaggio di idrocarburi, .

Infine vi proponiamo un viedo preso da Report, sullo sfruttamento dei suoli e l’impoverimento progressivo degli abitanti del delta de Niger, a causa della presenza di compagnie petrolifere.

Clicca qui per il II video: danni sulla salute e l’ambiente del Centro Oli di Ortona

 

Clicca qui per il I video: danni sull’ambiente e sulla salute del Centro Oli di Ortona

 

 

Clicca per il video di Annozero: L’esperienza del centro oli della Basilicata

 

 

Clicca qui per il video: L’onda nera del Lambro sul PO.

Clicca per il video di Report: La guerra sul Delta del Niger.

 

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Appuntamenti in Emporio Primo Vere

 

  • Venerdì 5 Marzo ore 18

Degustazione di formaggi abruzzesi

Azienda agricola biologica Gregorio Rotolo

  • Sabato 6 Marzo ore 18

Degustazione di confetture e succhi di frutta

Azienda biodinamica Il Casolare delle Acacie

 

Ricette dall’Emporio

Chi l’ha detto che cucinare etnico è difficile?

Provate a fare l’hummus:

Frullare dei ceci lessati con aglio,crema di sesamo (in questi giorni in offerta da noi; barattolo da gr. 250 della Rapunzel a € 3,69) e succo di limone. Decorare con prezzemolo tritato e paprika o peperoncino.

Va servito con pane arabo bagnato e tostato in forno….oppure con dell’ottimo pane integrale a lievitazione naturale leggeremente tostato.

Se accompagnate il tutto con delle verdurine bio di stagione, ecco a voi una cenetta a base di proteine vegetali, veloce, gustosa e alternativa!

 

Nel nostro rinnovato angolo libri troverete due raccolte firme promosse dalla Lav: la prima per richiedere l’introduzione nelle mense scolastiche di piatti vegetariani, la seconda per impedire l’attendamento di circhi con animali presso il nostro territorio.

Chi condividesse queste petizioni venga a firmare!

 

Nel numero di marzo di Aam Terra nuova disponibile presso di noi:

  • attenzione alle tinture per capelli

  • allattare fa bene anche alle mamme

  • ogm in Italia: sì alle semine,ma cresce l’opposizione

  • kamut, un mito da sfatare

  • cohousing, nasce la rete a Roma

  • body house, il rischio per chi viaggia

 

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Cosa succede in giro: fa la cosa giusta!

Fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita di sostenibili.

12 – 14 marzo 2010 – fieraMilanoCity

In questi anni è andato crescendo l’interesse per il mondo che si riconosce nella definizione di “Economia Solidale”:
un sistema di relazioni economiche e sociali che pone l’uomo e l’ambiente al centro, cercando di coniugare sviluppo con equità, occupazione con solidarietà e risparmio con qualità. Sempre più realtà produttive, infatti, intraprendono un percorso di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale e, al contempo, cresce il numero di cittadini consapevoli dell’importanza e della forza che risiede nella loro capacità di partecipazione diretta e nelle loro scelte di acquisto.
Per questi motivi, Terre di Mezzo ha dato vita al “Progetto Fa’ la cosa giusta!” che si propone di diffondere sul territorio nazionale le “buone pratiche” di consumo e produzione, dando vita a eventi in grado di comunicare i valori di riferimento dell’Economia Solidale e valorizzare le specificità e eccellenze del territorio, in rete e in sinergia con il tessuto istituzionale, associativo e imprenditoriale locale.
Nata nel 2004 a Milano, Fa’ la cosa giusta! è giunta alla sua sesta edizione nazionale nel marzo 2009 presso i 22.000mq dei padiglioni 1 e 2 di fieramilanocity e ha visto la presenza di 50.000 persone (+25%), 5000 studenti e 640 giornalisti accreditati, che hanno visitato gli oltre 500 stand presenti (+20%).
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- Mangia come parli

Prodotti provenienti da agricoltura biologica, a km0, agricoltura biodinamica. Aziende agricole, cooperative sociali, presidi Slowfood per la salvaguardia della biodiversità, Gruppi d’Acquisto Solidale, progetti di educazione all’alimentazione.

- Casa sostenibile

Soluzioni, idee e progetti per costruire, arredare e abitare in modo consapevole lo spazio domestico.

- Viaggiare leggeri

Associazioni, enti pubblici e imprese impegnate nella diffusione di strumenti di mobilità sostenibile.

- Turismo solidale

Operatori del turismo, che lavorano secondo principi di giustizia sociale ed economica, nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture.

- Monelli ribelli

Realtà che promuovono prodotti e servizi per prendersi cura dei più piccoli in modo sostenibile.

- Ecoprodotti

Tessuti naturali, prodotti per la bellezza e l’igiene personale, detersivi, articoli di cartoleria che garantiscono un basso impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita del prodotto.

- Energie rinnovabili

Enti pubblici, associazioni ed imprese che hanno intrapreso un percorso di ricerca e di sensibilizzazione sul risparmio energetico e sullo sviluppo delle energie rinnovabili.

- Sprigioniamoci – Economia carceraria

Progetti, cooperative di servizio e di produzione, associazioni di promozione culturale, realtà di volontariato che operano nel mondo carcere.

- Editoria indipendente e di progetto

Siti, periodici, editori, case di produzione cinematografica, impegnati nella realizzazione e nella distribuzione di progetti culturali vicini ai temi della fiera.

- Finanza etica

Istituti bancari, raccolte di risparmio a scopo sociale/solidale, progetti di microcredito , programmi di investimento eticamente orientati, assicurazioni solidali.

- Pace e partecipazione

Associazioni, reti e istituzioni che promuovono i principi del consumo critico, della partecipazione e della non violenza.

- Software libero

Associazioni, enti e gruppi di persone che promuovono l’open source, la condivisione del sapere e propongono servizi di comunicazione solidali (telefonia, internet, ecc).

- Commercio equo e solidale

Centrali di importazione e botteghe, produttori del sud del mondo ed associazioni di rappresentanza del commercio equo e solidale.

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CVM Comunità Volontari per il Mondo – Abruzzo
“UN POZZO DI SORPRESE” 2010

In occasione della Pasqua, CVM promuove come ogni anno la campagna di raccolta fondi “Un pozzo di Sorprese” a sostegno dei progetti idrici in Etiopia. Lontano dalla logica del profitto, dello spreco, del consumismo continuo, CVM offre una piccola alternativa senza perdere il gusto della tradizione. Grazie alle migliori ditte italiane che producono cioccolato, proponiamo un ottimo uovo di Pasqua equo e solidale da regalare ad amici, parenti, colleghi. L’offerta minima per un uovo è di 10 euro e il ricavato permetterà di costruire pozzi, serbatoi, impianti gravitazionali per portare acqua pulita alla popolazione etiope.

Da 30 anni CVM, insieme alle comunità locali, è in grado di rifornire di acqua le persone, garantendo una migliore qualità della vita, arginando le problematiche igienico-sanitarie e limitando i danni causati dall’utilizzo di acqua insalubre.

Quanto costa l’acqua pulita:

15 euro: per provvedere all’acqua di un’intera famiglia;
350 euro: per l’acquisto di una pompa a mano;
1.300 euro: per proteggere una sorgente;
2.600 euro: per scavare un pozzo completo di pompa a mano;

Puoi collaborare e sostenerci in vari modi:

* acquistando direttamente le uova CVM presso la sede di CHIETI in Via Solario;
* come volontario territoriale, impegnandoti a promuovere l’iniziativa tra amici, ecc;
* organizzando nella tua città o nella tua parrocchia un banchetto.

CON UN UOVO PUOI FAR FELICI MOLTI BAMBINI: ALCUNI PER IL CIOCCOLATO…
ALTRI PER L’ACQUA CHE GLI DONI!!

Seminario: La mente istruzioni per l'uso.  c/o Soham CentroYoga   il 7 marzo dalle 9,30 alle13,30 – costo 30 euro - per info. 392/5387394   Il seminario é teorico pratico gli strumenti che saranno esplicati e praticati provengono sia dalla Programmazione Neurolinguistica che dalla Conoscenza dello Yoga riguardo la funzione Mentale. Lo scopo é portare la nostra mente conscia ed inconscia ad uno stato di congruenza per essere operativi e non autoboicottarci

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