Bisognerà vergognarsi di dirsi abruzzesi?

Sono nello sconforto.

Il fango sta schizzando fuori da tutte le parti nella nostra regione. Andiamo sempre più spesso sul notiziario nazionale e non certo per le bellezze dei nostri parchi… Ora è la discarica abusiva di rifiuti tossici più grande d’Europa, ora è un consiglio regionale o comunale azzerato, ora è un acquedotto inquinato.

Quanto si può andare avanti così senza una reazione forte?

Io non ho mai avuto amore particolare per le fiaccolate, però faccio una proposta. Una fiaccolata del popolo abruzzese contro il disonore in cui ci stanno buttando. Una fiaccolata per dire basta alla vergogna, basta allo schifo. Vogliamo essere governati degnamente, almeno questo.

Chi aderisce me lo segnali, che la facciamo davvero.

aderisco!
ieri ho sentito Saviano alla televisione dire che se non cambia il sistema i politici saranno sempre quelli che abbiamo ora. credo fermamente in questo, ma non so come si cambia questo sistema.
forse se ci facciamo sentire, se urliamo forte insieme che questo sistema non ci sta bene, forse insieme lo scopriremo.
manuela

Manuela
dicembre 18th, 2008 at 14:57

Pienamente d’accordo con Manuela, ma anche io non ho grande amore per le fiaccolate. Amo invece con tutt ome stesso il sabotaggio, i politici sono lì perchè in un modo o nell’altro glielo permettiamo noi. Senza fare alcun atto di violenza basta essere compatti nel non permetterglielo più. Basta mettersi d’accordo tutti nel fare qualcosa di non violento che li danneggi. Quelli come noi sono sempre di meno, ma credo siam oancora un bel numero in grado di far danno. Basta trovare quell’accordo……e sono COTTI !!!

EVGENIO
gennaio 7th, 2009 at 19:03

E allora? che si fa? che si fa prima di tutto per non essere solo in tre?
manuela

Manuela
gennaio 13th, 2009 at 14:52

è normale che lo sconforto possa prendere. E Francesco ha evidenziato solo una minima parte. Dalla deriva petrolifera a quella ‘napoletana’ dei rifiuti fino a cemento selvaggio è tutto un montare di una marea squallida. Ma basta lasciar passare quel momento e guardarsi intorno. Il ns. stesso bellissimo Emporio sta lì a dimostrarlo. Bandiera della Speranza, segno di contraddizione in una città conformista, violenta e corrotta. Arcobaleno di colori nel grigiore. E non siamo soli. Le altre esperienze del commercio equo e solidale, le tante associazioni di volontariato e impegnate nella solidarietà, le realtà del pacifismo e dei ‘persuasi’ della nonviolenza, i comitati cittadini e le associazioni ambientaliste che si oppongono ai crimini degli amministratori, dal Centro Oli a cemento selvaggio.

Non perdiamo la speranza. Laggiù, verso l’orizzonte nasce sempre il sole. E sarà una giornata luminosa.

alessio
gennaio 13th, 2009 at 21:45

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