Tempo fa l’Economist ha dedicato la copertina all’”economia solidale” in senso lato (biologico, commercio equo, locale), con accenti critici. Ho trovato particolarmente interessante un aspetto.
Secondo uno studio olandese, l’inquinamento da trasporto di merci è causato più dalle persone che si recano al supermercato che dai camion che vi portano la merce.
Questa è una conclusione scioccante…
Il km. 0 si farebbe molto di più se (come era una volta…) le persone andassero al pizzicagnolo sotto casa anche se la merce arrivasse dal Belize che non se tutti facessero 60 Km. ad andare e tornare per acquistare un prodotto del luogo.
Fine della retorica sui camion che vanno avanti e indietro per l’Italia, perchè inquinano di più le persone spostandosi con la macchina. Il calcolo è semplice: per ogni camion che fa 2.000 chilometri, ci saranno 2.000 persone che ne fanno 30 di chilometri. Basta fare una semplice moltiplicazione!
Vedete come tutto è sempre più complesso di come sembra. Persino l’acquisto locale (se non pensato bene), che per definizione è sempre stato considerato un atto positivo potrebbe essere più inquinante di una spesa tradizionale…
Per questo se davvero vogliamo praticare il Km. 0 dovremmo studiare strategie per avvicinare il luogo di acquisto delle merci alle abitazioni delle persone, possibilmente accorpando gli spostamenti (stile car shering…).
