La cura dell’uva.

 

Emporio Primo Vere

La newsletter dei consumatori solidali e critici.

(del 30 agosto 2011)

Promozione grandi marche

Settembre 2011

Yofu nature 500 gr. da € 2,35a € 2,00 sconto 15%

Yofu Fragola 500gr da €3,35 a €2,85 sconto 15%

Yofu ciliegia 4×125 gr. da €3,95 a € 3,36 sconto 15%

Soya drink Naturale 1lt da €2,29 a €1,83 sconto 20%

Crema di tofu alle erbe 200 gr. da €3,50 a €2,98 sconto 15%

Tofu al basilico 200 gr. da € 3,17 a €2,69 sconto 15%

Seitan 100% vegetale naturale 2X200 gr. da €/kg 14,37 a €12,21 sconto 15%

Medaglioni di seitan alle zucchine 200gr. da €4,20 a €3,57 sconto 15%

Bocconcino riso e ceci 200gr. da €3,55 a €3,02 sconto 15%

Hamburghella alle alghe 250 gr. da € 4,40 a €3,74 sconto 15%

Pesto fresco senza aglio 100 gr. da € 4,80 a € 4,32 sconto 10%

Seitan alla piastra 220 gr. da €16,33 a €13,88 sconto 15%

Rice drink calcium 1 lt. da € 2,70 a €2,16 sconto 20%

Yannoh instant 125 gr. da €7,40 a €5,92 sconto 20%

Succo limpido di mela 750 ml. Da €2,90 a €2,47 sconto 15%

Farro precotto 400 gr. da €3,45 a €2,76 sconto 20%

Foglie di riso e mais 400 gr. da €2,65 a €2,12 sconto 15%

Minicake 200 gr. da €2,65 a €2,12 sconto 20%

Pane bauletto di farro 400gr. da € 2,79 a € 2,23 sconto 20%

Sale marino integrale dell’Atlantico grosso 1 kg. da €2,50 a €2,00 sc. 20%

Tartine tostate al grano saraceno senza sale 150 gr. da €3,55 a €2,84 sc. 20%

Caffè solubile 100 gr. da €7,40 a €6,29 sconto 15%

Ceci in latta 400 gr. da €0,90 a €0,85 prezzo speciale

Croissant di kamut all’albicocca 300gr. da € 5,30 a €4,51 sconto15%

Croissant di farro al mirtillo 200gr. Da € 2,99 a €2,54 sconto15%

Biscotti Dolceriso 300gr. Da € 2,65 a €2,12 sconto15%

Prima colazione kamut e cereali 500gr. da € 5,30 a €4,24 sconto20%

Biscotto La fattoria di farro 330gr. Da € 4,15 a €3,53 sconto15%

Cassette di verdura bio a km 0

Questa settimana nella biocassetta ci sarà:

uva, ½ melone, pomodori, melanzane, peperoni

Prezzo 3 kg € 6.00

Potrete prenotarle entro mercoledì ore 13

Gruppo d’acquisto

Se sei socio o se questa settimana prenoti la cassetta di verdura, puoi prenotare 1 bio cassetta da 6 kg di uva mista (varietà “Cardinale” nera e “Vittoria”bianca)

Prezzo € 6,50 (pari a € 1,08 al kg)

Fornitore Az D’Eusanio di Ortona

L’Azienda Agricola Biologica Alfredo D’Eusanio è nata dalla volontà di salvaguardare la tradizione, i saperi e la biodiversità agricola Abruzzese ed Ortonese in particolare.

Un’azienda in controtendenza rispetto alla realtà locale. In un territorio dove le vigne si estirpando, dove i giovani emigrano, dove la cultura e il territorio (spesso distratto), non apprezza il lavoro svolto dai custodi della terra.

Il Microclima

I terreni sono situati ad un’altitudine che varia tra gli 80 e i 130 mt. L’Azienda, quindi, si trova in una posizione molto favorevole alle coltivazione tipiche grazie al suo particolare microclima. Infatti ha intorno ad essa il mare adriatico da un lato e la Majella e il Gran Sasso dall’altro. I circa quattro ettari, di terre coltivate dislocate in diversi posizioni geografiche all’interno del territorio Ortonese, offrono la possibilità di diversificare le culture e raccogliere sempre il meglio da ogni terreno.

Rischi e scommesse.

un progetto così ambizioso non è esente da rischi: l’agricoltura “biologica” non è né facile, né all’insegna della massima produttività industriale, ma giustamente figlia della terra, non sua padrona. E’ la terra che decide i tempi, gli spazi, i frutti del lavoro. All’uomo non resta che pianificare ed attendere: i nostri prodotti sono figli dell’attesa e del rispetto. La nostra è una scommessa per il futuro.

L’ampeloterapia o cura dell’uva

L’uva è un frutto sano e completo. E’ ricchissima di zuccheri, che si possono assimilare direttamente, contrariamente al saccarosio industriale. Ogni chilo di acini hanno 120-250 grammi di glucosio, levulosio e mannosio naturale, ha un alto contenuto di vitamine (C,PPBI,B2, A) numerosi acidi organici, sali minerali, come sodio, calcio, magnesio, manganese, potassio, arsenico, iodio, fosforo, ferro, silicio, cromo. L’uva è molta ricca. di acido fosforico (17%) e di silicio (2,2%), e per questo ha un effetto protettivo sulla pelle e sui capelli. L’uva è molto simile, per la sua composizione al latte di donna, anche per questo motivo che l’uva è consigliata ai bambini più piccoli, agli sportivi in allenamento, alle donne che allattano, agli anziani, alle persone magre, agli astemi. Per godere in pieno delle tante proprietà di questo frutto lo si dovrebbe consumare con i semi e i vinaccioli, masticando con cura. E’ proprio dai vinaccioli che si ottiene un ottimo olio vegetale, utile per la sua attività anticolesterinica.

Chi soffre di disturbi digestivi può bere il succo d’uva fresco, alla dose di 700-1500 grammi al giorno. Bisogna ricordare che anche questo succo, come tutti i succhi di frutta, si ossida rapidamente all’aria, per cui deve essere consumato in breve tempo. L’acido tannico e il fenolo naturale dell’uva possono uccidere vari microbi. Perché una cura a base di uva sia efficace bisogna alimentarsi di sola uva progredendo da 1 a 3 chili al giorno, per 3 o più settimane . L’uva è diuretica, lassativa, elimina l’acido urico, è consigliata a chi soffre di dispepsia, agli stitici, e anche agli artritici. E’ utile se associata alle cure contro gli avvelenamenti e le intossicazioni croniche da piombo e mercurio, è efficace nella terapia delle émorroidi. Cura l’obesità: un chilo e duecento grammi di sola uva al giorno, per 2 giorni su 10, produce una riduzione del peso.

Pillole di consumo critico

Ecologia della mente

Il meccanismo produzione-pubblicità-consumo ha inquinato la nostra testa prima che l’ambiente. Diffondere la consapevolezza che, oltre le esigenze primarie, la nostra felicità NON dipende da ciò che consumiamo e che, con i nostri stili di vita e le nostre scelte di acquisto, siamo responsabili del futuro del mondo: ecco la missione più impegnativa di una nuova cultura umanista. Ed è una questione, prima di tutto, di ecologia della mente.

La moderna società dei consumi sovra-stimola le parti più primitive del nostro cervello, battendo sul tempo le parti più evolute. E allora farsi un giro dell’isolato prima di fare un acquisto impulsivo può rivelarsi oggi un gesto rivoluzionario…

A tale quesito i progressi nel campo della risonanza magnetica funzionale (fMRI) stanno fornendo risposte sempre più esaurienti. Sembra che la chiave di tutto stia nel fatto che la nostra vita moderna incentrata sul consumo sovra-stimola le parti più primitive del nostro cervello. In questo modo ci troviamo inconsciamente convinti di essere per così dire assediati da povertà e carestie, nonostante l’abbondanza che ci circonda. Secondo molti studi, sarebbe proprio questo meccanismo ad averci portato all’attuale modello consumistico, che minaccia di trascinarci verso il disastro ecologico. L’alternativa è cambiare linea, passando da una società basata sugli istinti «bassi» ad una cultura che utilizzi la parte più evoluta della nostra corteccia cerebrale.

Il consumo sfrenato sta mettendo in pericolo il Pianeta: negli ultimi vent’anni abbiamo avuto innumerevoli occasioni per renderci conto di questa realtà. Ciò nonostante, anche in piena crisi economica, invece di mettere in atto delle alternative concrete si sta facendo di tutto per ritornare alla norma dell’espansione costante. Abbiamo davanti un classico caso di quella che gli psicologi definiscono come «dissonanza cognitiva», ovvero l’essere convinti di qualcosa ma agire nella maniera esattamente opposta: proprio come chi fuma tre pacchetti di sigarette al giorno, sappiamo che il nostro comportamento ci ucciderà, ma non riusciamo a smettere.
Gli eco-consigli che seguono sono state estrapolate dal decalogo di Al Gore e dalle indicazioni del World Watch Institute e incidono sulle emissioni di CO2 nei principali settori dei paesi occidentali, ovvero produzione industriale, consumi di energia, di risorse, trasporti.

Cambia la luce. Sostituisci una lampadina normale con un’altra a basso consumo per risparmiare 70 kg di CO2 l’anno e tanti soldi in bolletta (almeno 60 euro l’anno se le si cambia in tutta la casa). Le vecchie lampadine al tungsteno dovrebbero in realtà chiamarsi “stufette”: il 95% dell’elettricità la sprecano in calore inutile.

Meno “usa e getta”: per detergere, pulirsi, farsi la barba, scrivere… c’è sempre un’alternativa migliore della carta vergine.

Più riciclo. La carta riciclata riduce del 20% la CO2 e salva gli alberi. La plastica diventa mille cose diverse. Riciclare il vetro fa risparmiare il 30% di CO2 e il 120% di materie prime. Riciclare le lattine di alluminio l’85%, e con 37 lattine si fa una caffettiera nuova.

Risparmia con “classe”. Un frigo di classe “A” va per 43 ore con la stessa energia consumata da uno di classe “C” in 16. Usa lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico: il tasto “1/2″ inganna, dà risparmi solo del 20%. E un bucato a 90°C consuma sette volte tanto che a 30°!

Niente luci rosse. Stereo, tv e dvd in “stand-by” succhiano da 70 a 150 euro all’anno d’elettricità, non per il led ma perché stanno accesi per “sentire” il telecomando. No, spegni tutto con il pulsante.

Riscalda meglio. Non coprire i caloriferi con niente. Abbassa il termostato, ogni grado in meno fa risparmiare l’8% annuo. Se la caldaia ha più di vent’anni, sostituiscila.

Climatizzatore. Usalo moderatamente, non installarlo su una parete assolata, e quand’è acceso le finestre vanno chiuse.

Ai fornelli. Pentole dello stesso diametro della corona dei fornelli, altrimenti si spreca fino a un terzo di calore. E col coperchio! Senza si consuma il quadruplo di gas.

Meno carne. 1 kg di carne consuma 100 volte le risorse di 1 kg di cereali. 1 kg di patate assorbe 500 litri d’acqua, 1 kg di grano 900… 1 kg di carne da 25.000 a 100.000! E ogni hamburger fa fuori mezzo metro quadrato di foresta. Insomma, più verdure, solo di stagione, più cibi locali e meno trasporti internazionali.

Meglio da agricoltura biologica. Oltre a inquinare meno, consumare meno energia ed emettere la metà dei gas delle altre, le fattorie bio hanno anche un ruolo “attivo” nel ridurre i gas serra. Ogni ettaro bio assorbe 1,5 kg di tonnellate di CO2 all’anno: per l’attuale superficie italiana fanno 1.650 mila tonnellate di CO2 all’anno.

Acqua di rubinetto. Ha tanti eco-vantaggi, costa poco, è controllata. Raccoglila in una brocca al mattino per la sera, così il cloro evapora ed è pure buona!

In macchina meno e meglio. Il 46% delle emissioni di CO2 dei trasporti viene da auto private. L’auto ben tagliandata può consumare il 5% in meno. Con le gomme gonfie, il 2%. Non partire subito: a freddo “beve” il 50% in più.

Se si può, in treno. Da Milano a Roma un passeggero in aereo genera 80 kg di CO2; in auto da solo, 70 kg; in treno tre volte meno: 23 kg!

Usa solo pile ricaricabili. Durano da 500 a 1000 cicli. Quelle usa e getta sono bombe chimiche irrecuperabili, per produrle si consuma 200 volte l’energia che contengono, l’80% finisce nella spazzatura normale contaminandola, e comunque non sono riciclabili in alcun modo.

Al computer. Attiva la funzione “risparmio energia”. In pausa pranzo spegnilo bene, anche il monitor; e lo schermo Lcd consuma la metà.

Energia pulita. Accendi il contratto con un fornitore di energia rinnovabile.

Pianta un albero. Un solo albero assorbe almeno 1 tonnellata di CO2 nella durata della sua vita.

In libreria. “50 cose da fare per salvare il mondo e risparmiare denaro” di Andreas Schlumberger (Apogeo) e “Salvare il mondo senza essere Superman”, di Roberto Rizzo (Einaudi).

 

 

I tuoi Annunci

Gruppo d’acquisto: pomodori per autoproduzione.

 

Emporio Primo Vere

La newsletter dei consumatori solidali e critici.

(del 2 agosto 2011)

Chiusura estiva dell’Emporio

L’emporio chiude nella settimana dal 15 al 21 agosto. Riapertura 22 agosto.

Cassette di verdura bio a km 0

Questa settimana nella biocassetta ci sarà:

pomodorino ciliegino, pomodoro cuore di bue, zucchine, peperoni, ½ melone.

Prezzo 3 kg € 6.00

Potrete prenotarle entro mercoledì ore 13

Questa è l’ultima settimana in cui potrete prenotare on-line, dato che il servizio di newsletter sarà sospeso fino a settembre.

Per tutto il mese di agosto potrete prenotare la cassetta di verdure direttamente in Emporio o telefonicamente.

Ogni lunedì gli interessati potranno essere informati del contenuto della cassetta del venerdì successivo.

Avviso pane

Per quanto riguarda il pane questa settimana arriverà regolarmente;

per la prossima queste saranno le variazioni:

-martedì 9 pane semintegrale, integrale di saragolla di Francesco Zappacosta;

-mercoledì 10 (unica consegna ed esclusivamente su prenotazione almeno 24 ore prima “Il forno di campagna”) pane di kamut, farro, solina, noci, panini, pizze;

-venerdì 11 pane semintegrale, integrale, di saragolla di Francesco Zappacosta

Prodotto jolly

Prodotto jolly per i soci questa settimana:

1 cartone di latte di riso al naturale Finestra sul cielo sconto 30%.

Gruppo d’acquisto pomodori misti per autoproduzione di passata (solo per i soci)

Azienda biodinamica Brioli di Moscufo

Vi proponiamo un mix di pomodori per passata (cuore di bue, a pera, romanelli, s. Marzano) al prezzo di € 1,40 al kg.

I soci potranno prenotarli in quantità libere almeno 24 ore prima e ritirare in questi giorni:
venerdì 5 agosto – lunedì 8 agosto – venerdì 12 agosto

Accettiamo prenotazione con il tasto prenota solo questa settimana.

La prossima dovrete venire direttamente in Emporio o telefonare

Perchè l’autoproduzione?

Fare scelte esistenziali nell’ottica della decrescita significa quindi ridurre la quantità delle merci nella propria vita. A tal fine si possono percorrere due strade:

1. ridurre l’uso di merci che comportano utili decrescenti è disutilità crescenti, che generano un forte impatto ambientale, che causano ingiustizie sociali

2. sostituire nella maggiore quantità possibile le merci con beni

La prima è la strada della sobrietà.

La seconda è la strada dell’autoproduzione e degli scambi non mercantili, basati sul dono e la reciprocità. La sobrietà non è soltanto una virtù di cui il sistema economico e produttivo basato sulla crescita del prodotto interno lordo ha voluto cancellare accuratamente ogni traccia perché non se ne serbasse nemmeno la memoria nel giro di una generazione, ma è, soprattutto una manifestazione di intelligenza e di autonomia di pensiero.

Nel giro di una generazione, è stato imposto il cancellamento del “saper fare”, e quindi molti beni una volta autoprodotti come pasta, pane, marmellate, yogurt ecc. ormai si comprano e basta. Viceversa… La rivalutazione dell’autoproduzione di beni non solo consente di ridurre il consumo di merci e, di conseguenza, il prodotto interno lordo, ma anche di riscoprire un sapere e un saper fare dimenticati, considerati arretrati e poco scientifici perché non finalizzati ad accrescere le quantità. Ha quindi una grande valenza culturale, che non si limita a questo recupero di conoscenze, ma, cosa ancora più importante, libera dalla dipendenza assoluta dalle merci. Emancipa dalla subordinazione alle leggi del mercato…

Da “La decrescita felice” di Maurizio Pallante

Buone vacanze dai redattori di questa newsletter.

Francesco e Donatella

Pillole di consumo critico

Autoproduzione: noi ci facciamo in casa yogurt, pane, marmellate, dado… e voi?

 

Gloria di pannolinilavabili.info – il blog, ci racconta come lei abbia scelto la strada dell’autoproduzione per diminuire l’impatto ambientale e risparmiare allo stesso tempo.

Avere il tempo per dedicarsi a produrre cose da sé è difficile, con i ritmi di vita che il lavoro impone. Noi però cerchiamo di ritagliarci spazio e tempo, appena possibile, per aggiungere nuovi oggetti a quelli che abitualmente autoproduciamo.

Ho sentito parlare per la prima volta di autoproduzione leggendo il libro di Marinella Correggia, “La rivoluzione dei dettagli”, e poi nel testo di Maurizio Pallante “La decrescita felice”. E ho scoperto che molto di quello che si può autoprodurre lo facevo già, semplicemente perché mi piace molto cucinare e sto attenta ad usare pochi cibi pronti. Ma a tante altre cose non avevo mai pensato, e adesso sto cercando man mano di sperimentarne la produzione.

Ma perché autoprodurre? Per quale motivo dovremmo spendere parte del nostro tempo libero a cercare di farci in casa qualcosa che troviamo facilmente al supermercato, e che magari non costa nemmeno tanto? I motivi sono molteplici.

Primo tra tutti, la qualità. La marmellata fatta in casa, magari con i frutti delle piante del nostro giardino (che non hanno subito altri trattamenti se non l’acqua piovana), ha tutto un altro sapore rispetto a quella industriale.

Secondo, il risparmio. Fare il pane in casa, anche se si acquista una macchina del pane (e quindi si deve considerare l’ammortamento dei costi), costa molto meno che acquistarlo. Inoltre, si evitano molto di più gli sprechi, perché solitamente il pane fatto in casa si mantiene fresco più a lungo.

Terzo, l’ecologia. Quando acquistiamo un vasetto di yogurt, acquistiamo insieme all’alimento anche il vasetto (di plastica o vetro), il coperchio (di alluminio), il packaging (di cartone). Tutti materiali riciclabili, per fortuna, ma che (nel caso del cartone) andranno a finire nella pattumiera appena arrivati a casa. Senza contare poi il processo di produzione e confezionamento del prodotto stesso. Comprare solo un litro di latte ed i fermenti, e autoprodurre lo yogurt sarebbe un risparmio (oltre che economico) ecologico notevole.

Ultimo, ma non ultimo, la socializzazione. Autoprodurre in compagnia (dei figli, o degli amici) può essere un modo piacevole di occupare le tristi giornate invernali. Lo scambio di ricette, idee o regali autoprodotti tra gli amici è una cosa che fa sempre piacere. Nel mio caso, ad esempio, io ho “lanciato il sasso” confezionando biscotti natalizi per tutte le amiche, lo scorso anno. Quest’anno, ho ricevuto con molto piacere marmellate fatte in casa ed una bellissima sciarpa. Regali graditissimi, soprattutto perché so che oltre agli ingredienti o ai materiali acquistati per il confezionamento, hanno in sé qualcosa di più, l’affetto delle persone a me care che hanno dedicato il loro tempo prezioso per confezionare un regalo per me, anziché comprare il primo oggetto inutile.

Detto questo, quali sono i prodotti che si possono autoprodurre? Quelli che facciamo abitualmente (nel senso che non compriamo quasi più quelli industriali) sono, appunto, yogurt, pane (di cui anche la pasta madre o lievito naturale), marmellate e dado vegetale. Nell’ultimo anno abbiamo autoprodotto (in cucina) anche verdura sott’olio, ricotta, formaggio, crema alle nocciole e limoncello. In casa, detersivo per i piatti, detersivi fai da te in generale, compost, borse per la spesa in stoffa. Coi nostri figli, giochi semplici, come la pasta modellabile, o la pasta di sale. Ma anche oggettini in feltro, o bamboline…

Insomma, basta lasciare spazio alla fantasia, e cercare di ricavarsi del tempo libero. Io cerco di ricavarmi spazio per queste cose la domenica pomeriggio (se voglio fare qualcosa insieme alle bimbe) o la sera dopo cena, quando tutti sono a letto. E voi? Come vi siete organizzati?

Alcuni blog su cui attingere informazioni dall’autoproduzione

1 – Blog, con le mani naturalmente.

2 – Erbaviola.com autoproduzione.

3 – Promiseland.it