Vernici ecologiche

 

La newsletter dei consumatori solidali e critici.

(del 29 marzo 2011)

Gli appuntamenti con l’Emporio

Bem Vivir

Venerdi 1 Aprile, ore 18.00

Reiki e Cristalloterapia

Velia Stoccoro, Master reiki

Sabato 2 Aprile, ore 18.00

La Kundalini nell’arte e nella cultura occidentale

Alberto La Morgia, Sahaja Yoga

Le Cene dell’Emporio Primo Vere

Sabato 2 Aprile, ore 21.00

c/o OLIS : Via Toscanini, 14 – Montesilvano

Menù:

· Pennette al pomodoro e alle erbe spontanee mangerecce

· Polpette di Borragine

· Insalata di finocchi e agrumi

· Insalata di cicoria, ravanelli e rucola

· Pere al gorgonzola

· Patate alla contadina

· Pane da agricoltura biodinamica

· Vino Biologico e Acqua naturale

· Frutta di stagione

· Crostata di marmellata di rosa canina

· Nocino di OliS

· Genziana fatta in casa

Info:

Le cene saranno rigorosamente a numero chiuso per massimo 30 persone. E’ obbligatorio prenotarsi entro e non oltre Giovedì 31 Marzo telefonando a 393.2362091 . Costo 18 euro. Per Raggiungere OliS, per chi arriva da Pescara, bisogna percorrere la via Vestina. Giunti all’ultimo semaforo, all’altezza del Centro sportivo Vestina, si svolta a destra, si percorre la stradina di campagna per 450 metri e si è arrivati.

USA IL TASTO PRENOTA PER ADERIRE ALLA CENA

Cassette di verdura bio a km 0

Nella cassetta questa settimana: verdura mista di stagione.

Prezzo 3 kg € 6.00

Potrete prenotarle entro mercoledì ore 13.

Pane e pizzette

Approfitta del tasto prenota anche per assicurarti il nostro buon pane:
pane semintegrale, semintegrale ai semi di sesamo o di girasole, integrale, integrale ai semi di sesamo o girasole; pane di saragolla, pane con noci, integrale di farro, di solina, di kamut; panini di kamut all’olio extravergine d’oliva, pizza pane di kamut e farro, con o senza pomodorini; pizzette al pomodoro.

Il tutto a lievitazione naturale!

Dalle aziende agricole biodinamiche di Mauro e Francesco Zappacosta di Bucchianico.

Ricetta della settimana: “Troccoli” di grano saragolla

Troccoli” di grano saragolla della signora Maria (che ringraziamo per la ricetta).

Ricetta di “tradizione” orale, pertanto non ci sono dosi, bisogna fare ad occhio.

Preparare un bel battuto di sedano, carota, cipolla e far rosolare a fuoco lento, salare e portare a cottura.

Frullare.

Tostare in forno delle noci, quindi privarle della pellicina.

Tritare grossolanamente le noci e unirle alla crema di verdure; a piacere questo sughetto si puo’ insaporire con del tamari, ovviamente in questo caso non va aggiunto sale.

Condire con questa bontà i “troccoli” di saragolla dell’azienda “Gioie di Fattoria” di Torano nuovo.

Se occorre, ammorbidite con un po’ d’acqua di cottura della pasta.

L’Emporio consiglia

OLIS

Domenica 3 Aprile, ore 18.00

· Ayurveda: Prana, il respiro del benessere

Fabio Ruggeri e Alessandro Palomba, Associazione Amali

· Animali: La sterilizzazione, un atto d’amore e istituzionale. Come, quando e perché.

Antonella Riccardo, Associazione Theriakà

· Incontri con gli autori a cura di Andrea Cati

“Manuale di democrazia”

Cinzia Maria Rossi, autrice del libro

Info: OliS Via Toscanini, 14 – Montesilvano (PE) 393.2362091

Pillole di consumo critico

 

Vernici naturali

Anche la cura per la casa può essere green: basta sapersi orientare fra gli scaffali dei magazzini di edilizia. Le vernici per imbiancatura sono fra le prime cause dell’inquinamento indoor, ma un alternativa ecologica c’è: le vernici ecologiche e naturali!

Un milione di tonnellate: è questa la quantità di vernici e prodotti similari smaltita ogni anno in Italia.
Facciamo un piccolo calcolo: un appartamento di 100 mq ha una superficie di circa 300 mq di pareti. Il consumo di pittura è di circa 0,3 litri al mq per mano, senza calcolare l’acqua o il solvente contenuto. Se s’imbianca ogni cinque anni, in cinquant’anni si consumano circa 1000 litri di pittura (0,3 x 10 volte x 300 mq). Una bella quantità vero?
In realtà, l’impatto ambientale è ancora maggiore se si considera che per ogni chilogrammo di vernici si producono
100 chilogrammi di rifiuti speciali; una quantità sufficiente per ricoprire il nostro bell’appartamento fino all’altezza di un metro.
Da ogni tonnellata di pitture e vernici evaporano circa 400 kg di
solventi tossici per l’uomo e dannosi per l’ambiente. Un vero disastro. Le vernici e le pitture tradizionali inoltre possono rilasciare composti tossici che col passare del tempo, in assenza di ricambio d’aria, possono nuocere alla salute o essere causa di patologie. Il ricambio naturale dell’aria è diventato difficoltoso nelle case moderne; per proteggerci meglio dal freddo, dall’inquinamento esterno o dal rumore, gli appartamenti sono diventati sempre più ermetici proprio a causa dell’impianto di isolamento termico o acustico. Questo impedisce il ricambio naturale dell’aria e lo smaltimento dell’eventuale presenza di sostanze tossiche in sospensione negli ambienti interni. Areare casa è una soluzione pratica immediata per eliminare gli effetti del problema, ma se vi sta a cuore l’ambiente e la salute non c’è niente da fare: occorre acquistare pitture e vernici naturali ed ecologiche o quantomeno imparare a prepararle da soli.
Cerchiamo di rispondere a qualche domanda che sicuramente vi starete facendo.
Scegliendo una vernice naturale, quale contributo possiamo dare alla salvaguardia della salute individuale e dell’ambiente in cui viviamo?
Comprendere il ruolo del petrolio nell’equilibrio naturale è un punto di partenza obbligato per fornire una risposta a questa domanda, perché la chimica in generale e quella delle vernici in particolare si fonda oggi sulla chimica del petrolio e dei suoi derivati.
La soluzione all’alternativa petrolio quindi va cercata in tecniche e sostanze antiche, del tutto naturali. Tutti i componenti delle vernici e delle pitture ecologiche sono prodotti composti da materie prime naturali rinnovabili, esenti da emissioni nocive, la cui trasformazione avviene nel rispetto della natura, con l’esclusione di materie prime di sintesi petrolchimica. Tra i suoi componenti non vi sono, infatti, solventi tossici come lo
xilolo o il diclorometano, dannoso per il sistema nervoso. Vengono impiegati, invece, soltanto solventi di derivazione animale o vegetale, come:
- l’acido grasso dell’olio di lino, che svolge la funzione di umettante dei pigmenti terrosi;
- il carbonato di calcio naturale, che viene finemente triturato ed ha la funzione di riempitivo della pittura;
- la cocciniglia delle Canarie, che viene usata per dare tonalità di blu ai pigmenti rossi;
- la caseina del latte che, separata dalla parte grassa, è un ottimo legante ed emulsionante per pigmenti e colle.

La pittura ecologica è facile da applicare, anche per chi si diletta col fai-da-te, a pennello, a rullo o a spruzzo.
Oltre a non emettere esalazioni tossiche, ha il vantaggio di essere completamente inodore e di non accumulare cariche elettrostatiche.
Per rispondere a varie esigenze esistono diverse formulazioni. Ad esempio, per combattere la muffa, si usano pitture con presenza di sali di boro, oppure per resistere alle abrasioni si aggiungono resine nobili.

La pittura ecologica non va applicata a temperature inferiori a 8° C, che potrebbero comprometterne le caratteristiche.
A volte la superficie muraria tinteggiata viene coperta con effetti decorativi, tipo velatura. In tal caso, se si utilizza una pittura a base di caseina naturale, è necessario aspettare qualche giorno prima di applicare i decori a base di pitture vegetali.

L’unico svantaggio di queste pitture è il costo maggiore e la resa inferiore, pari a circa 0,13 litri per metro quadro.

Una volta aperta la latta è possibile conservarla fino a un anno ma, poiché la pittura non contiene conservanti chimici, è necessario ricoprirne la superficie con un diluente balsamico di origine vegetale.
La pittura ecologica non è, solitamente, né lavabile né smacchiabile a meno che il prodotto non contenga specifiche indicazioni a riguardo.

Vernici, smalti e pitture naturali possono essere utilizzati, oltre che per pareti interne ed esterne, anche per legno e ferro. Questi prodotti solitamente sono formati da due elementi principali: il colorante, o pigmento, e il liquido che lo contiene.
Nelle vernici naturali i pigmenti sono costituiti da terre naturali, pigmenti vegetali derivati, ad esempio, dai fiori, o dal rame. Come liquido si utilizza l’olio di lino o l’acqua e come leganti albume o tuorlo d’uovo, caseina, latte, amido, colla di pesce o coniglio. Per rinforzare la miscela si usano talco, argilla, gesso, sabbia, e polvere di marmo.

Per ottenere effetto essiccante, deumidificante o detergente, si usano prodotti come: sali di boro; olii essenziali (di menta, di agrumi, di chiodi di garofano), aceto, cera d’api, propoli, sapone di Marsiglia e succo d’aglio.

Questo tipo di pittura, a differenza di quelle ecologiche, emana degli odori per alcuni giorni dopo la stesura. Tuttavia anch’esse non emettono sostanze tossiche nella fase di stesura o essiccazione.

Oltre all’evidente basso impatto ambientale che hanno, le vernici ecologiche sono preferibili a vernici convenzionali anche dal punto di vista delle caratteristiche tecniche?

- Alta traspirabilità, che facilita il passaggio di umidità tra il supporto trattato (legno o muro) e l’ambiente circostante (regolazione microclimatica).
- Alta compatibilità con il supporto da trattare. La compatibilità con il muro è garantita dalle sostanze vegetali presenti nella vernice ecologica, le quali veicolano numerose sostanze minerali, proprio come avviene in natura. Inoltre, la caseina presente nelle vernici murali forma con la calce del muro un composto resistente e solido; gli olii grassi consentono un’ottima impregnazione del muro e lo rendono idrorepellente senza impedirne la traspirazione.
- Le rese (metri quadri per litro) delle vernici ecologiche sono generalmente molto alte e superiori a quelle delle vernici convenzionali.
- La manutenzione delle vernici ecologiche è agevole e le tecniche di applicazione versatili. Le pitture murali, applicabili come quelle convenzionali, sono asciutte al tatto in poche ore, ma richiedono circa trenta giorni per raggiungere la durezza definitiva e le caratteristiche specifiche di lavabilità.
- Si impiegano solventi di origine vegetale a medio tempo di evaporazione (olii essenziali e loro terpeni).

Avete deciso che è arrivato il momento di imbiancare le vostre stanze? Facciamoci un giro per gli scaffali di un magazzino per edilizia.
Come per gli alimenti è bene leggere l’etichetta: la cosiddetta etichetta “trasparente” secondo un codice etico richiede la massima trasparenza sulla biografia del prodotto.
Ulteriore parametro per scegliere la giusta tintura è la presenza del marchio
Ecolabel che certifica l’uso limitato di sostanze dannose e il basso contenuto di solventi. Acquistando prodotti Ecolabel daremo la preferenza a chi ha investito nella qualità e nella tutela della salute.
Tra i produttori di vernici naturali ed ecologiche ve ne sono molti che hanno fatto una chiara scelta unicamente a favore delle sostanze vegetali e minerali, eccone alcuni:
Auro, Biofa, Durga, Solas.
E i prezzi? Le vernici naturali ed ecologiche hanno prezzi variabili, generalmente costano tra il 15% e il 40% in più delle vernici comuni di qualità. La differenza di prezzo è giustificata in parte dall’uso di materie prime non molto diffuse nella chimica industriale, ed in parte da un impiego ancora limitato delle vernici naturali su scala mondiale (I maggiori utilizzatori europei di vernici ecologiche sono Germania e i paesi Scandinavi).

Buon lavoro e non dimenticatevi il cappellino di carta, tipico degli imbianchini: un buon modo per riciclare il giornale del giorno!

I tuoi Annunci

Il popolo dell’economia solidale.

 

La newsletter dei consumatori solidali e critici.

(del 15 marzo 2011)

Gli appuntamenti in Emporio

Sabato 19 Marzo, ore 17.00

Sala conferenza Museo d’arte Moderna Vittoria Colonna

Piazza 1° Maggio – Pescara

Convegno regionale

Il popolo dell’economia solidale

Verso il Convegno Nazionale dei Gas a L’Aquila

 

Intervengono:

Marco Manilla, Turismo Verde – Confederazione Italiana Agricoltori

Annamaria De Luca, Bottega del Mondo Il Sicomoro de L’Aquila

Cristina Ambrosio Gas Gruppo d’Aquisto de L’Aquila

Beatrice Tortora, Donne in campo – CIA Abruzzo

Enzo Agresti, Bottega del Mondo Semi della Terra di Montesilvano

Fernando Di Fabrizio, Cooperativa Cogecstre di Penne

Pausa the

Angelo D’Alonzo, Bottega del Mondo Il Mandorlo di Pescara

Massimiliano Pagano, Gas Adriatico Teramano di Roseto

Emanuele Antonacci, Banca Etica Abruzzo

Nicola Piattelli, Agriturismo Campoletizia di Miglianico

Luciano Sasso, Gas “Anxagas” di Lanciano

Conclusioni:

Davide Biolghini, Tavolo RES Nazionale

Coordina:

Francesco Paci, Emporio Primo Vere di Pescara

Performance di Danze Popolari con Debora Malerba e Dantina Grosso

Al termine Aperitivo bio equo e solidale a cura delle botteghe, dei Gas e delle Aziende della spesa in campagna

Banchetti informativi a cura delle realtà di economia solidale

Organizza: Coordinamento delle Botteghe del Commercio Equo e Solidale d’Abruzzo e Molise

Info: Segreteria del Coordinamento ( 393.2362091 – 339.6710189 )

Bem Vivir

Venerdì 18 Marzo, ore 18.00

Donne in campo: per un’agricoltura al femminile.

Beatrice Tortora, Imprenditrice agricola

Cassette di verdura bio a km 0

In occasione della Festività del 17 Marzo l’azienda D’Eusanio resterà chiusa.
Le bioCassette verranno consegnate sabato mattina.
La verdura che si troverà nella bioCassetta di questa settimana sarà: bietola, scarola, insalata, più a rotazione cime di rapa, cavolfiori, broccolo, verza.
Cordiali saluti.
D’Eusanio Dr. Alfredo
Azienda Agricola Biologica

Prezzo 3 kg € 6.00

Potrete prenotarle entro mercoledì ore 13.

La ricetta

Una nostra lettrice (che vuole rimanere anonima) si è aggiudicata i due pacchi di pasta di farro La Terra e il Cielo perché ci ha inviato per prima una sua ricetta.

State attente alle prossime newsletter perchè a breve metteremo in palio altri prodotti….

Pasticcini con miele-datteri-noci”

Mescolare 200 gr. di DATTERI tritati; 60 gr. di NOCI; 100 gr. di FARINA; un pizzico di LIEVITO ISTANTANEO per dolci; un pizzico di SALE.

Battere 2 UOVA INTERE

Aggiungere 60 gr. di BURRO fuso; 50 gr. di MIELE e quindi unire al composto con i datteri.

Forno a 180 ° per 30 minuti

Far raffreddare, tagliare i rettangoli di 5 cm x 2 cm-

Passare le estremità nello zucchero al velo

Si possono preparare con largo anticipo e si conservano bene anche un mese.

Gruppo d’acquisto

La parola a Maria Jose dell’azienda agricola biodinamica “Gioia” di Cellino Attanasio, che da anni ci fornisce deliziosi formaggi caprini e da qualche mese anche formaggio di Jersey, antica razza di mucche britanniche.

Salve, questo e’ un appello agli amanti dei formaggi caprini
Purtroppo e arrivato il momento di sacrificare i nostri capretti per
riprendere la fabricazione dei nostri formaggi caprini.
I nostri capretti vivono insieme alle loro mamme e bevono il loro latte (e
pure quello di altre capre che riescono a imbrogliare!).

questa pratica, molto anti-economica, non e’ piu comune. Invece si usa comprare il
latte in polvere per tirare su i capretti velocemente ed iniziare subito a fare il formaggio.

Le nostre capre escono al pascolo tutti i giorni, tranne quando piove, e
mangiano cereali e fieno prodotti da noi (quindi da agricoltura biodinamica
certificata Demeter), l’erba dei prati, e anche una piccola integrazione di
mangime biologico (quindi senza residui di pesticidi, concimi chimici ne’

OGM),

che costa 30% in piu del convenzionale, nel periodo di lattazione.

Vi propongo il capretto (circa 6 kg. 14 Euro/kg ) oppure il mezzo capretto

(circa 3 kg. 15 Euro/kg) da consegnare verso fine marzo.

Avrei bisogno delle prenotazioni entro il 20 marzo, per ogni ordine ho
bisogno di nome, cognome, recapito telefonico, indirizzo e codice fiscale, per
fare la fattura e l’intestazione di ogni singolo capretto presso la ASL, visto
che non abbiamo un mattatoio in fattoria.
Buona giornata!
Maria Jose”

Per la prenotazione usare il tasto PRENOTA.

Verranno accettate solo prenotazioni di clienti abituali oppure per i nuovi previo acconto.

L’Emporio consiglia

OLIS

Domenica 20 Marzo, ore 18.00

Attualità degli insegnamenti degli antichi maestri primordiali, quali principi vitali all’interno di noi

Alberto La Morgia, Sahaja Yoga

Riserve naturali d’ Abruzzo: Rosello, Serranella, Don Venanzio

Mario Pellegrini, direttore delle Riserve

Biutiful Cauntri

In occasione della “ XVI Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno” promossa da Libera verrà proiettato il documentario shock sull’ecomafia in Campania

Degustazione vini di Libera Terra coltivati sui terreni confiscati alla Mafia

Info: 393.2382091 – 339.6710189

Pillole di consumo critico

Alimentazione Naturale

- Una pentola per amica -

Inox, ghisa o terracotta? Pregi e difetti dei più comuni materiali per le pentole e gli utensili di cucina.

Modalità e sistemi di cottura sono due fattori fondamentali per la qualità finale del cibo. A seconda delle soluzioni adottate si possono esaltare i sapori, aumentarne la digeribilità, ridurre i rischi di contaminazioni microbiche, modificare il valore energetico e nutrizionale degli alimenti, fino addirittura ad impoverirli e nei casi peggiori alterarli irreversibilmente. Il primo elemento determinante per una buona cucina e un regime alimentare equilibrato è dunque la gestione del fuoco… e chi possiede o ha utilizzato una cucina economica sa cosa significa quest’espressione.
Si al gas, no al microonde.
In alcune ricerche effettuate in Francia (prof. Faussurier, Lione) e Germania (Laboratori Antroposofici, Darmstadt) è stato testato l’impatto delle vibrazioni emesse dai diversi tipi di combustibile sugli alimenti durante la cottura. La legna è risultata la fonte di calore più idonea, seguita a breve distanza dal carbone e dal gas naturale. A seguire, con un netto distacco l’elettricità e ancora più in là, il forno a microonde.
Eliminati legna e carbone, due soluzioni difficilmente praticabili in città, il gas naturale rimane dunque la migliore fonte di calore per la cottura dei cibi. Meglio evitare dunque cucine e forni elettrici, il cui calore “freddo”, non favorisce in alcun modo l’esaltazione delle qualità degli alimenti. E che dire del microonde, fatale imperatore della cucina “Presto e Boh”?
“I forni a microonde mettono in movimento delle onde elettromagnetiche di frequenza altissima (2.450 mhz), vicina a quella dei radar militari, il che vuol dire che in un secondo, le molecole d’acqua di un alimento inserito in un microonde cambiano d’orientamento 2,45 miliardi di volte. Ed è proprio quest’intensissimo sfregamento che è poi all’origine del calore” (prof. H. Joyeux, Università di Montpellier).
Di fatto, sempre secondo ricerca scientifica, il microonde è fortemente sospettato d’impoverire gli alimenti in vitamine del gruppo B e, manco a dirlo, della fragile, evanescente e preziosa vitamina C. Inoltre, la cottura a microonde sembra svolgere un’azione destrutturante della chimica di alcuni aminoacidi essenziali e ridurre la digeribilità delle proteine, favorendo la comparsa di composti potenzialmente tossici.
Wok tuttofare
Di fatto, anche con il modello più tecnologicamente avanzato di forno a microonde, le cui emissioni non inquinano l’ambiente circostante più di un normalissimo frullatore, il cibo rimane comunque pervaso a lungo di quell’energia forsennata che lo ha trasformato nel fantasma di se stesso e per almeno dieci minuti continuano a “irradiare”, tant’è vero che alcune ricerche hanno evidenziato, soprattutto tra gli anziani e soggetti più sensibili, senso di vertigine, capogiri, disturbi gastrici, ansia, dopo il consumo di piatti trattati al microonde. D’altra parte, alimenti, riscaldati con forno a microonde analizzati con la tecnica della cristallizzazione sensibile (vedi box) hanno evidenziato cristallizzazioni disarmoniche e squilibrate, prova della devitalizzazione dell’alimento.
Purtroppo, tale tipo d’analisi non è per il momento ritenuta “scientificamente valida”, anche se sono sempre più numerose gli istituti di ricerca (esteri) che la utilizzano. Nel dubbio dunque, meglio fare a meno del forno a microonde e tornare ad utilizzare sistemi di cottura più tradizionali. Ma a questo punto una domanda sorge spontanea, quante e quali pentole usare in cucina?
Per quanto riguarda il tipo di pentole, le forme e le dimensioni sono le più varie. I Cinesi hanno risolto saggiamente la questione, inventando il wok, una pentola estremamente versatile e funzionale; buona per quasi tutte le cotture: tempura (frittura a bagno d’olio), verdure saltate, stufati, zuppe. Un vero e proprio esempio di genio ed economia.
Il wok è una “casseruola” profonda, svasata, con il fondo curvo, che permette un uso minimo di olio. I migliori sono quelli in ghisa pesante; se ne cominciano a trovare di varie misure anche in Italia. E’ consigliabile acquistarne uno di buona qualità (scartando le “imitazioni” realizzate in teflon leggero, economiche, ma di breve durata) e grandi dimensioni: all’occorrenza si può utilizzare anche per cucinare grandi quantità di cibo, ma grazie al fondo curvo, va bene anche per fare da mangiare solo per due. Con un po’ d’attenzione, un wok di buona qualità può durare per sempre ed entrare onorevolmente a far parte dei tesori di famiglia.
Si trovano sul mercato anche wok in ferro, più leggeri e maneggevoli di quelli in ghisa, e quindi ideali per saltare rapidamente le verdure, alle quali conferiscono un aroma particolare, ma sconsigliati per le preparazioni in umido.
Ottime sono anche le pentole tradizionali in ghisa porcellanata o vetrificata, grazie alle caratteristiche tecniche proprie di questo materiale, il calore è distribuito in modo uniforme rendendo omogenea la cottura. Inoltre, una volta a temperatura, la ghisa porcellanata permette una grand’economia di combustibile. È quindi ideale per tutte le cotture lente.
Terracotta e pietra refrattaria
Anche la terracotta conferisce ai cibi vibrazioni ed energia armoniose, esaltandone il gusto e le qualità. Di contro, questo materiale, oltre ad essere particolarmente fragile, richiede particolare cura per evitare che assorba i sapori dei cibi. I tegami in terracotta vanno dunque lavati subito dopo l’uso, con acqua e aceto o limone, evitando i detergenti aggressivi e i repentini cambiamenti di temperatura (anche la ghisa richiede cure analoghe).
Purtroppo questo tipo di pentole sono in genere verniciate con smalti e colori tossici, soprattutto piombo, utilizzato per abbassare la temperatura di fusione dello smalto, per dare maggiore brillantezza ai colori e per diminuire i difetti che possono apparire sugli smalti dopo la cottura. Altre sostanze inquinanti utilizzate sono cadmio e selenio (utilizzate come coloranti spesso in combinazione con il piombo) e ancora antimonio, arsenico, floride e uranio.
Durante la cottura, lo smalto a contatto con gli alimenti acidi (frutta, aceto, formaggi e molti vegetali), cede residui piombici che inquinano il cibo. Per tutti questi motivi è consigliabile utilizzare le ceramiche ecologiche, dove il piombo e gli altri metalli pesanti sono sostituiti da sostanze alcaline naturali (sodio, potassio, boro, calcio, bario, ecc.) che però danno dei risultati meno brillanti e a volte qualche difetto.
Alluminio e teflon
L’alluminio ha il pregio di essere leggero ed economico, ma tende ad acidificare molto rapidamente i cibi, cedendo facilmente residui metallici che interagiscono con la chimica degli alimenti e conferiscono sgradevoli sapori. Inoltre, l’alluminio è sospettato essere una delle cause del morbo di Alzheimer. Meglio quindi ridurre al minimo il contatto con i cibi, soprattutto una volta cotti.
Grazie alla diffusione delle vernici antiaderenti anche l’alluminio, che sembrava quasi scomparso dalle nostre cucine, sta attraversando un nuovo periodo di gloria. L’antiaderente (Teflon sempre più spesso sostituito dal Silver Stone o dal Silver Stone Supra, entrambi di qualità superiore al primo) esalta i pregi e sopperisce ai difetti del semplice alluminio. Secondo alcune ricerche, queste vernici rilasciano sostanze tossiche solo quando si superano temperature oltre i 400 °C, limite difficilmente raggiungibili nell’uso domestico. Ma è anche vero che con l’uso, la vernice comincia a staccarsi dal fondo delle pentole e viene inevitabilmente ingerita insieme ai cibi cotti. Per i rischi di tossicità e per la sua “tristezza” il teflon è decisamente da evitare.
Acciaio
L’acciaio inossidabile, in genere contrassegnato con le sigle 18/10 e 18/c, è un ottimo materiale per pentolame ed attrezzi di cucina: si presta a quasi tutti i tipi di cottura, conserva il calore, è quasi inalterabile. Uno dei pochi limiti di questo materiale è che a contatto con composti acidi, cede particelle dei metalli pesanti. Quindi è bene evitare sia di lasciare a lungo i cibi cotti a contatto con superfici inox, sia cucinare pietanze molto acide come il pomodoro e le salsine agrodolci.
Un’attenzione importante, verso l’inox in particolare, ma estensibile a tutte le pentole, è quella di evitare l’uso del sale marino a freddo, specie quello grosso, perché il cloro e altri agenti acidi che esso contiene, intaccano rapidamente il metallo causando macchie, che presto diventano carie, erosioni attraverso cui i metalli si continueranno a combinarsi col mangiare.
Nell’inox 18/10, alle 18 parti di cromo ne sono state aggiunte 10 di nichel nel 18/c, invece, il nichel è assente. L’acciaio 18/10 è più lucido e resistente alla corrosione quello 18/c è migliore per la conducibilità del calore. L’inox si pulisce facilmente ed è resistente alla maggior parte dei detersivi soffre invece per quelli che contengono cloro. A differenza dell’alluminio non assorbe gli odori. L’unico limite è la scarsa conducibilità del calore: il rischio, infatti, è che i cibi si attacchino facilmente al fondo in corrispondenza della fiamma.
Per questo motivo, i tegami di qualità in acciaio inox ha il cosiddetto triplo fondo composto di solito da due dischi di acciaio con all’interno uno di alluminio ottimo conduttore di calore (a parità di spessore è circa 10 volte superiore). Grazie a quest’accorgimento, la fonte di calore s’irradia in maniera più uniforme su tutto il fondo. Alcuni produttori utilizzano come disco esterno l’acciaio 18/c ottenendo un risultato ancora migliore; altri invece un solo disco d’alluminio: in quest’ultimo caso le pentole risultano più delicate perché il fondo si riga e si deforma con facilità.
Lo spessore del fondo è dunque un indice sicuro della qualità delle pentole, anche se non mancano le esagerazioni: si trovano sul mercato pentole costosissime, pesantissime e con fondi molto spessi, i cui vantaggi non sono correlati all’elevato prezzo; senza contare che queste pentole fanno consumare più energia. Un buon equilibrio per evitare di bruciare i cibi e allo stesso tempo sprecare energia è un fondo di circa 6 millimetri di spessore.
Ferro e rame
Per preparare pizze, focacce, pane, torte di sfoglia ripiene, ecc., il ferro, quello nero, pesante, riapparso recentemente sul mercato è un ottimo materiale per pentolame ed attrezzi di cucina in quanto asciuga meno gli impasti che risultano più morbidi e omogenei. Il ferro si presta a quasi tutti i tipi di cottura, conserva il calore, ed è quasi inalterabile, a patto di pulirlo e asciugarlo con cura dopo l’uso. Ma attenzione, i tegami in ferro non vanno sfregati, per non danneggiare la patina protettiva che si forma col tempo e l’uso continuato inseguito della polimerizzazione dell’olio. E’ comunque bene evitare il contatto prolungato con i cibi acidi, perché può cedere particelle di metalli pesanti.
Le pentole in rame sono le più amate dai cuochi professionisti per la loro resistenza, buona conducibilità termica ed elevata versatilità che le rendono adatte a diverse tipologie di cottura. Due i limiti di questo materiale: la cessione di sostanze tossiche durante la cottura e il prezzo elevato. Se ne sconsiglia l’impiego.
Pentola a pressione
Di gran moda negli anni ’70, nessun cuoco ama utilizzarla un po’ perché è difficile controllare la cottura, un po’ perché il processo troppo rapido di trasformazione non sempre assicura buoni risultati. Il principale vantaggio è la drastica riduzione dei tempi di cottura, particolarmente utile nel caso di cereali integrali e legumi. A differenza di quello che si crede, la cottura in pentola a pressione è meno distruttiva (almeno nei confronti delle vitamine) di altri sistemi di cottura che richiedono tempi più lunghi e temperature più basse come la bollitura, il vapore e lo stufato.
Taglieri e utensili
Per gli utensili è bene scegliere materiali naturali, il più indicato è il legno: olivo e frassino per i taglieri; olivo e bambù per mestoli e spatole, sono legni duri e resistenti, non assorbono e non trasmettono cattivi odori. Per spazzole e pennelli vanno, meglio le setole vegetali; vetro e ceramica per i contenitori, il marmo per i piani di lavoro.

Articolo pubblicato sulla rivista AAMTerranuova

di Pino Zammataro

Nella prossima newsletter attiveremo un gruppo d’acquisto di pentole ecologiche.