Gruppo d’acquisto.

 

La newsletter dei consumatori solidali e critici.

(del 25 gennaio 2011)

Novità: le Cene dell’Emporio Primo Vere

Cari Amici,

sperando di farvi cosa gradita, vi comunichiamo che Sabato 5 Febbraio alle ore 21.00 si svolgerà la prima Cena dell’Emporio Primo Vere.

Sarà un incontro conviviale dove la gioia di stare assieme, il piacere per la cucina genuina, la curiosità di scoprire nuove ricette, la consapevolezza delle nostre scelte alimentari, s’intrecceranno con una calorosa ospitalità e un ambiente semplice e familiare.

Il menù sarà biologico e vegetariano, equo e solidale, semplice e gustoso, sano ed equilibrato e innanzitutto etico.

Menù:

Vellutata di zucca con crostini -

Tagliatelle ai funghi e asparagi –

Insalata di radicchio, pere e parmigiano –

Seitan alla pizzaiola -

Cascigni e fagioli –

Sformato di verdure –

Pane da agricoltura biodinamica –

Vino Biologico -

Acqua naturale –

Frutta di stagione –

Crostata di melacotogne –

Nocino di OliS -

Genziana fatta in casa e Tisane del Commercio Equo.

Info:

Le cene si svolgeranno presso OliS in Via Toscanini, 14 a Montesilvano e saranno rigorosamente a numero chiuso per massimo 30 persone. E’ obbligatorio prenotarsi entro e non oltre Giovedì 3 Febbraio telefonando a ( 393.2362091 ) oppure rispondendo a questa newsletter con il tasto PRENOTA. Costo 18 euro.

Per Raggiungere OliS, per chi arriva da Pescara, bisogna percorrere la via Vestina. Giunti all’ultimo semaforo, all’altezza del Centro sportivo Vestina, si svolta a destra, si percorre la stradina di campagna per 450 metri e si è arrivati.

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Incontriamo un nostro fornitore:

Notizie da Maria Jose’ la nostra amica spagnola dell’azienda Gioia di Cellino Attanasio:

La Fattoria Gioia produce con metodo biodinamico sopratutto formaggi di capra. Nell’ultimo periodo Maurizio e io abbiamo acquistato anche 2 mucche di razza Jersey, una razza che si sta diffondendo anche da noi, dopo che tutto il mondo bio ha imparato ad apprezzarne le qualità. Le mucche Jersey provengono da un’isoletta nel canale della Manica. Si è mantenuta pura nei secoli (quindi poco incrociata) dal ’700. I pregi delle Jersey sono un latte ricco di concentrazione e di qualità salienti.
Questo aiuta Maurizio e Marie José a pareggiare i conti anche quando le capre non producono latte (circa 5 mesi l’anno).

Le caratteristiche dei formaggi della Fattoria Gioia, sia quelli di Jersey che quelli di capra, sono sopratutto legate al fatto che sono fatti con latte crudo, cioe, non sottoposto ad un processo di pastorizzazione. Perche complicarsi la vita cosi tanto, visto che la pastorizzazione permette di abbattere la carica batterica e quindi di lavorare tranquilli anche con del latte non ottimale?

Perche sia le caratteristiche organolettiche che nutrizionali ne risentono notevolmente. E chiaro che quando si amazzano i batteri detti “cattivi”; si ammazza pure qualcosa altro nel latte. E questo lo sanno bene gli allergologhi, viste le esperimentazioni fatte sopratutto in agricoltura biodinamica, che dimostrano un collegamento (fra tanti altri possibili) fra il processo di pastorizzazione del latte, e un aumento dell’insorgere di fenomeni di allergie/intolleranze.

Per le persone che consumano formaggi di capra per motivi di allergia, e importante dire che i caprini (e anche vaccini) che facciamo Maurizio ed io, sono fatti con caglio di capretto.

Que aproveche!

Maria Jose
Per ulteriori approfondimenti sulla fattoria clicca qui!

Cassette di verdura bio a km 0

Questa settimana non arrivano.

Gruppo d’acquisto: carne di maiale dell’azienda biodinamica

Zappacosta Mauro di Bucchianico.


Prendiamo prenotazioni fino a mercoledì sera ore 20 .

Salsicce di carne € 9,00 al kg

Salsicce di fegato € 9,00 al kg

Coppa di maiale € 12 al kg

Fettine di maiale € 10 al kg

Accettiamo prenotazioni con il tasto PRENOTA su questa newsletter solo dai nostri clienti. Per persone che non conosciamo è richiesto un acconto da lasciare in Emporio.

Chi prenota dovrà indicare nome, cognome, indirizzo e codice fiscale, perchè la carne verrà fatturata a voi direttamente dal produttore.

La carne, ad eccezione della coppa che richiede qualche giorno in più, verrà consegnata venerdì mattina, dopo le 11.

La ricetta della settimana

Bomboline di formaggio in insalata al gomasio

Ingredienti:
-formaggio fresco di Jersey azienda Gioia

-carote e cipolla rossa “Marsica biologica”

-rucola dell’azienda Brioli di Moscufo

-olive nere dell’az- agr. Brioli di Moscufo

-gomasio Baule Volante

-prezzemolo

-limone bio

Affettate una cipolla rossa e fatela macerare un paio d’ore nel succo di un limone (perderà il sapore forte e diventerà dolcissima).

Prendete una caciottina di formaggio fresco e amalgamatevi del prezzemolo tagliato molto sottile e della scorza di limone grattugiata.

Formate delle polpettine con il formaggio.

Lavate un mazzetto di rucola e tagliuzzatelo, affettate un paio di carote, vengono bene anche con il pelapatate.

Riunite in una capiente ciotola tutti gli ingredienti.

Condite con olio e.v.o e gomasio questa insalata gustosa, bio e a km 0.

L’emporio consiglia

OliS

Domenica 30 Gennaio, ore 18.00

·Celestino V e il mistero dei Templari”

Maria Grazia Lopardi, autrice del libro

· Introduzione al Vihangam – yoga

( Mente – Conoscenza – Coscienza )

Manisi Yogi

· Musiche medioevali

Michele De Angelis, docente del conservatorio di Pescara

· Ritratto

Mostra fotografica di Maurizio Marini

Info: OliS: Via Toscanini, 14 – Montesilvano (Pe)

393.2362091 – 3396710189

Pillole di consumo critico.

IL GOMASIO

Dall’ oriente il condimento-alimento

per sostituire il sale.



Oggi vi parliamo di gomasio, una delle più interessanti alternative all’uso del sale, sicuramente la più gradita al nostro palato!
Qualcuno potrebbe domandarsi:
perché cercare alternative al sale?

Il sale è presente in dosi eccessive in qualsiasi cibo confezionato (sia esso salato o dolce: le merendine confezionate ne contengono moltissimo), negli insaccati, e nei prodotti di gastronomia ; non bastasse questo a tavola se ne fa un uso sconsiderato, se si pensa che gli alimenti in natura presentano un perfetto equilibrio di sapori e nutrienti. Si arriva ad utilizzare il sale come una vera e propria droga, sostanza senza la quale nulla sembra avere ‘sapore’.
E tutto questo accade nonostante studi di ogni estrazione e provenienza mettano in evidenza la relazione tra il consumo di questo ‘non alimento’ e l’insorgenza di patologie croniche e degenerative.

GOMASIO : GOMA + SHIO

L’etimologia rivela gli ingredienti di questo ‘condialimento’ giapponese: goma significa sesamo mentre shio significa sale. Nella sua ricetta base è quindi composto da semi di sesamo tritati insieme a sale marino integrale dopo che entrambi sono stati tostati.
Il rapporto sesamo-sale marino integrale può variare a seconda dei gusti e delle esigenze da un minimo di 6 parti a 1 a un massimo di 20 parti a 1.
Noi suggeriamo a una proporzione elevata, da 16 in su, avendo intrapreso ormai da tempo la ‘disintossicazione’ da sale…Uno dei regali più belli che si riceve quando ci si libera di una sostanza dannosa è la
(ri)scoperta di tutto ciò che questa sostanza con la sua presenza impediva di assaporare. Riducendo il sale è possibile scoprire sapori e sfumature prima apparentemente impercettibili.

PREPARAZIONE DEL GOMASIO

Il sesamo va lavato, asciugato con un panno e poi tostato. La tostatura deve essere leggera a per evitare il rilascio di sesamolo, una sostanza molto amara e tossica, per cui non va abbrustolito o fatto fumare. Durante la tostatura a fuoco medio i semi di sesamo vanno mescolati in senso circolare con un cucchiaio di legno; saranno pronti quando il loro profumo si diffonderà per casa e i semi cominceranno a imbiondirsi e scoppiettare.
A questo punto ridurre al minimo la fiamma e continuare la tostatura per qualche minuto stando bene attenti a non farli fumare.
E’ da preferire l’uso di sale marino integrale in quanto si tratta di un alimento naturale e
integro nella sua composizone quindi equilibrato, a differenza del raffinatissimo sale da cucina che viene privato di elementi importantissimi come gli oligoelementi: iodio, fluoro, rame, zinco, magnesio utilissimi alla nostra salute. Il sale va anch’esso passato in padella. L’ideale è lasciarlo asciugare nella padella appena utilizzata per i semi di sesamo.
La ricetta tradizionale prevede di triturare i 2 ingredienti nel suribachi, un mortaio dall’interno rigato e ruvido: dapprima il sale a cui si unisce in seguito il sesamo, con movimento circolare e delicato sino al raggiungimento della consistenza preferita. In alternativa è possibile usare un frullatore ma il risultato sarà molto diverso, provare per credere.. Del resto nel primo caso si sottopone l’alimento ad energia centripeta Yang, nel secondo ad energia centrifuga Yin (questo per gli appassionati di Medicina Tradizionale Cinese e Macrobiotica).
A questo punto il gomasio è pronto e può essere conservato al fresco in un barattolo di vetro per 8 giorni. Può essere conservato più a lungo, ma perde progressivamente il suo aroma: noi preferiamo prepararlo all’occorrenza, la procedura poi è così semplice e veloce!
Ah, ovviamente si può acquistare già pronto
(in Emporio).

VARIANTI


Varianti alla ricetta base prevedono l’aggiunta di alghe (kombu, dulse, nori) o altri semi.
Le alghe sono molto ricche di sostanze nutritive, in particolare sali minerali (ferro, calcio, iodio), vitamine (betacarotene, vitamine B, C ed E), proteine e acidi grassi Omega 3. Contengono inoltre sostanze antiossidanti e acido alginico, dal potere disintossicante.
Grazie a questa loro ricchezza, possono migliorare la resistenza alla fatica e aiutano a combattere l’anemia e l’astenia.

Se ad esempio si vogliono aggiungere le alghe kombu occorre farne seccare un pezzetto di 3 cm (una decina di minuti in padella o forno) e poi polverizzarle e utilizzarle come sostituto del sale marino nella stessa ricetta. Il mio suggerimento, se non si ha già dimestichezza con sapori orientali o macrobiotica, è quello di prendere ‘la mano’ con la ricetta base e poi successivamente introdurre varianti. Di suo il sesamo ha un sapore sufficientemente intenso per chi non è abituato ad utilizzarlo in cucina.
Altri semi oleosi interessanti da miscelare al sesamo sono i semi di lino, semi di canapa o i semi di girasole. Queste varianti consentono di arricchire il gomasio di gusto, sapore e nutrienti.

GOMASIO E SUO UTILIZZO IN CUCINA

Potete usare il gomasio in tutte quelle pietanze in cui usereste il sale. Trattandosi di un condimento non va comunque utilizzato in eccesso. Noi consigliamo di prepararlo nella doppia versione (gomasio base e gomasio con alghe o altri semi) così da poterlo usare a seconda del gusto e delle ricette.

E’ ottimo nelle insalate, su carne e pesce alla griglia, su minestre e vellutate, nei cereali cotti (zuppe di farro, di riso, d’orzo). E’ ottimo anche coi legumi e sulla pasta. Perfetto per le verdure bollite o grigliate, ma anche su verdure al forno. Insomma, praticamente sta bene ovunque.. con un po’ di fantasia!

PROPRIETA’ ED INDICAZIONI


In macrobiotica non è solo un condimento, ma ha anche specifiche funzioni curative. Molte di queste derivano dalle proprietà del sesamo.
Ad esempio
stabilizza il livello di sodio e potassio nel sangue e aiuta a regolare la funzione intestinale.
Il seme di sesamo di per sé è un alimento altamente nutritivo, globale ed equilibrato, a causa non solo di alto contenuto di grassi e di proteine e basso contenuto di carboidrati, ma la qualità assoluta di grassi e proteine in esso contenuti. In un piccolissimo seme troviamo:
proteine, vitamine, specie D ed E, calcio (in quantità sensibilmente superiori a quelle presenti nel latte vaccino), grassi insaturi, calcio, fosforo, ferro e zinco. Tutte sostanze fondamentali per il buon funzionamento e la rigenerazione del sistema nervoso.
Nel sesamo sono presenti tre antiossidanti naturali: sesamina, sesamolina e sesamolo. È stato dimostrato che sesamina e sesamolina hanno un ruolo attivo nel
controllo dei livelli di colesterolo nel sangue prevenendo le patologie cardiovascolari come l’arteriosclerosi. Infine la sesamina tutela il fegato dai danni derivanti da ossidazione.
Grazie al suo importante apporto calorico, il gomasio è ottimo per integrare diete che non prevedono l’utilizzo di carne e dei suoi derivati.
Come sostituto del sale in diete che richiedono una tassativa restrizione di cloro e sodio: ipertensione o disfunzioni ai reni (come calcoli renali, renella). Ma anche come integratore nel caso di diete eccessivamente severe in cui non vengono apportate quantità sufficienti di sodio e oli vegetali.

Utile per esaurimento nervoso, affaticamento, patologie del nervo sciatico, osteoporosi, il gomasio è pure un ottimo nutriente, ben assimilabile e digeribile.

E poi fatevelo dire… il gomasio è gustosissimo!

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Sacchetto di plastica addio!

(tratto dal sito di Legambiente)

Finalmente i sacchetti di plastica usa e getta verranno sostituiti da shopper in materiale biodegradabile. Abbiamo aperto un blog per scambiare informazioni. Ma attenzione alla pubblicità ingannevole.

Una piccola rivoluzione è in corso nelle vite di 60 milioni di italiani: finalmente per fare la spesa non sprecheremo più oltre 300 sacchetti di plastica usa e getta procapite l’anno! Le vecchie e inquinanti buste del supermercato verranno sostituite da shopper in materiale biodegradabile o con sportine riutilizzabili. Una grande vittoria per l’ambiente, una grande battaglia di civiltà vinta grazie anche alla nostra petizione stop ai sacchetti diplastica

Ma il nostro impegno non finisce qui. Ora vanno seguiti l’iter dell’applicazione della legge e il cambiamento di abitudini degli italiani: tutti – produttori, distributori, consumatori – dovranno adeguarsi al nuovo stile di trasporto della spesa dai negozi a casa.

Abbiamo aperto un blog perché sia possibile scambiare informazioni e impressioni su quanto sta accadendo in tutta Italia nei supermercati, nei negozi sotto casa, nei mercati in piazza. Cosa accadrà quando i negozi finiranno le scorte? La gente si lamenta? Scriveteci e commentate!

Partecipate al nostro sondaggio Vota il sacco! Tre quarti di voi hanno suggerito la sporta della spesa riutilizzabile.

Cambiando stile di vita, cambieremo il mondo! www.viviconstile.org

È pubblicità ingannevole presentare i sacchetti in plastica tradizionale con l’additivo ECM come biodegradabili e compostabili. leggi il comunicato

Scarica la delibera dell’autorità garante.

L’Emporio Primo Vere in 5 anni di attività, in linea con i principi del consumo critico, non ha mai distribuito shopper di plastica!!!

I tuoi Annunci

Uffa la muffa!

 

La newsletter dei consumatori solidali e critici.

(dell’18 gennaio 2011)

Cassette di verdura bio a km 0

Nelle cassette di verdura di Alfredo D’Eusanio (Ortona) di venerdì prossimo, troverete i seguenti prodotti biologici: “nella cassetta di questa settimana indicativamente ( i prodotti possono variare in base alle cassette prenotate, alla pezzatura della verdura, alla condizioni atmosferiche, alle condizioni di salute del raccoglitore :-) .

Comunque: bietola da coste, cicoria, scarola, indivia riccia, calvolfiore bianco, finocchio, broccolo nero.” Grazie.
D’Eusanio Dr. Alfredo

Prezzo 3 kg € 6.00

Potrete prenotarle entro mercoledì ore 13.

Arance tarocco

Sono arrivate finalmente le arance tarocco da spremuta

Proprietà delle arance

Tante e molto apprezzate sono le proprietà delle arance, il frutto per antonomasia per chi vuole ricaricarsi naturalmente. Anzitutto il contenuto di vitamine, in particolare di vitamina A (particolarmente indicata per la crescita e la vista), B1 e vitamina C, ma anche vitamina P. La vitamina C è molto importante per il nostro sistema immunitario. Essendo le vitamine poco diffuse nei prodotti cotti o a lunga conservazione, è particolarmente importante assumerne quotidianamente, magari attraverso una buona dose di succo d’arancia, una certa percentuale per coprire il fabbisogno giornaliero. La vitamina C è inoltre efficace per protezione delle vie respiratorie e di denti ed ossa.

Le arance contengono inoltre sali minerali (nello specifico zolfo, magnesio, calcio, bromo, zinco, rame, ferro e fosforo) ed acido citrico. Sostanze come i flavonoidi e i terpeni contenute nel frutto possiedono elevate proprietà terapeutiche ed anticancerogene.

L’arancia è quindi tra i frutti “eletti” per rafforzare il sistema immunitario (non a caso esistono “perle di saggezza” popolari che suggeriscono di bere molta aranciata per non ammalarsi). La piccola quantità di zuccheri contenuta dal frutto rende inoltre il suo consumo alla portata anche di coloro che soffrono di diabete. Persino la buccia ha la sua valenza: utilizzata per crearne canditi per l’industria dolciaria ma non solo, nella sua parte interna ospita la cosiddetta fibra, una parte molto importante per la nostra salute. Dall’arancia possiamo anche ricavare decotti digestivi utilizzando la scorza, o utilizzarne la polpa sul viso contro l’invecchiamento. E’ risaputo, infatti, che l’arancia aiuti a combattere i radicali liberi, particelle che causano l’invecchiamento dei tessuti.

La spremuta d’arancia è tra i migliori alleati della nostra salute, perché non soltanto fornisce un elevato apporto di vitamina C e sali minerali, ma può essere piacevolmente gustata come bevanda, zuccherando a piacere o allungando il tutto con dell’acqua. Le migliori spremute d’arancia son quelle con la polpa (che contiene flavonoidi), realizzate in casa con uno spremiagrumi. Per via della sua deteriorabilità, è bene consumare fresco il succo appena spremuto.

Succo d’uva da agricoltura biodinamica

E’ disponibile da qualche giorno il succo d’uva da agricoltura biodinamica dell’azienda Zappacosta Francesco di Bucchianico.

Proprietà del succo d’uva

Il succo d’uva è ricchissimo di antiossidanti ed è indicato nelle diete disintossicanti e depurative; ha proprietà rinfrescanti, rimineralizzanti e vitaminizzanti (soprattutto vitamina C).

Il succo d’uva contiene calcio e fosforo. Fa bene a chi è affaticato dal lavoro, sia fisico che intellettuale, in quanto bisognoso di sostanze energetiche di cui l’uva è assai ricca. L’uva è, con il fico, il tipo di frutta che contiene la maggiore quantità di zucchero (dal 15 al 30 %); un litro di succo d’uva fresca contiene pertanto circa 800 calorie, cioè come un quantitativo doppio di carne. Per questo costituisce un autentico latte vegetale, più digeribile però del latte animale in quanto le sostanze grasse di quest’ultimo sono spesso mal tollerate dallo stomaco.

L’uva è raccomandabile per gli artritici, i gottosi , i reumatici in genere e gli obesi, in quanto diuretica e lassativa. Le proprietà diuretiche e antitossiche dell’uva giovano anche a tutti coloro che soffrono di insufficienze cardiache, mentre l’azione lassativa è ovviamente preziosa per gli stitici abituali. Il succo d’uva stimola pure le funzioni del fegato e in modo particolare favorisce la secrezione della bile. Per il suo notevole valore alimentare l’uva è soprattutto raccomandabile agli anemici, per gli affaticati e i convalescenti che trovano in essa un eccellente tonico generale.

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La ricetta della settimana: BISCOTTI AL SUCCO D’UVA .

Ingredienti :

  •  
    • 1 bicchiere di succo d’uva
    • 3 cucchiai di miele
    • 150 gr. di fiocchi d’avena
    • 1 limone
    • sale
    • 1 uovo
    • 50 gr. di farina 0 ,di farro o kamut
    • 2 mele
    • 85 gr. di mandorle
    • 25 gr. di nocciole

Preparazione della ricetta:

Sbattete l’uovo con il miele, uniteci il succo del limone, il succo d’uva, i fiocchi d’avena e le mele grattugiate. Mescolate bene il tutto e lasciate riposare per 1 ora; dopodiché unite la farina. Ungete una teglia, versateci il composto e infornate per 30 minuti. Lasciate raffreddare e poi dividetelo in riquadri a piacere che infornerete di nuovo per qualche minuto.

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L’Emporio consiglia

Iniziative a OliS

Domenica 23 Gennaio, ore 18.00

· Cucina preventiva: ricette per un’alimentazione naturale

Maria Grazia Di Russo, naturopata

· Fai la spesa in fattoria

Marco Manilla, Turismo Verde – CIA

· Incontri con gli autori a cura di Andrea Cati

Rospi magici e sonagli vagabondi” - Filastrocche per un signor Pupattolo

Margherita Cordova, cantautrice

Sabato 29 ( ore 16 – 20 ) Domenica 30 (ore 10 – 13 )

Seminario : La formazione della coppia: dall’io – tu al noi”

Conduce la Dott.ssa Carolina Pierfelice, psicologa e psicoterapeuta

Programma

Prima parte: Tappe di evoluzione della coppia: il ciclo vitale

Seconda parte: Comunicare con efficacia e L’importanza delle carezze nella relazione

Info:

E’ obbligatoria la prenotazione telefonando al 393.2363091 – 339.6710189

entro e non oltre Giovedì 27 Gennaio

Pillole di consumo critico.

Umidità, condense e muffe tra le mura di casa peggiorano la qualità del nostro vivere quotidiano. Da cosa dipendono e come possiamo intervenire per risanare gli ambienti?

I danni causati dall’umidità tra le mura di casa sono in continuo aumento. Due anni fa uno studio del Politecnico di Dresda dimostrava che una casa su quattro, esattamente il 23%, presenta dei problemi di condensa e muffe. Senza le giuste precauzioni le case a risparmio energetico creano addirittura qualche problema in più. Partiamo cioè con la buona intenzione di ridurre gli sprechi energetici e finiamo per danneggiarci. Il problema infatti è più serio di quanto si pensi: in primo luogo perché l’umidità può danneggiare l’immobile, poi perché le spore possono infiltrarsi nelle mucose, provocando danni al sistema nervoso e al sistema immunitario.

Gli altri sintomi genericamente sono stanchezza, emicrania, eczemi, lacrimazione, tosse e asma bronchiale. Una recente ricerca finlandese ha mostrato la connessione tra allergie e umidità dell’abitazione: la probabilità di contrarre una rinite allergica durante i primi sei anni di vita, è del 55% superiore nei bambini che abitano in case umide o con muffe alle pareti rispetto a quelli che abitano in case asciutte. L’umidità della casa favorisce, infatti, la crescita di acari della polvere, di muffe, e può attirare gli scarafaggi: tutti importanti allergeni che possono essere causa di questa patologia. I ricercatori affermano, inoltre, che l’umidità può anche favorire l’emissione di sostanze chimiche dall’edificio, che a loro volta potrebbero potenzialmente creare infiammazione delle vie aeree peggiorando la situazione

La muffa perseguita molti cittadini, inquilini o proprietari di case vecchie o case nuove. Un valore di umidità relativa superiore al 55% e un cattivo isolamento fanno in modo che l’aria umida condensi sulle pareti più fredde o alle finestre.

Le causa della loro diffusione negli ambienti domestici possono essere rintracciate in problemi di ordine costruttivo o strutturale (ponti termici, scarso isolamento di tetto e pareti, perdita di tubi), ma dipendono anche da sistemi di riscaldamento incompleti o poco efficienti. La differenza di temperatura tra le varie stanze di un abitazione, sostiene l’organizzazione austriaca Umweltberatung, non dovrebbe mai essere superiore ai 3 gradi.

Il primo passo da compiere per sconfiggere il problema definitivamente, o quanto meno evitare il rapido ritorno delle muffe, è quello di eliminare le cause di eccessiva umidità. Ecco alcuni consigli di base sulle abitudini domestiche:

- non asciugare i panni nell’appartamento

- non esagerare con le piante da appartamento e non annaffiarle troppo

- montare cappe di aspirazione per le cucine

- evitare armadi a muro troppo ingombranti

In secondo luogo si dovrebbe tinteggiare le pareti con pitture a calce, che evitano il proliferare delle spore. Le muffe infatti si nutrono principalmente di residui organici, presenti in larga misura nelle pitture viniliche convenzionali.

Come si fa una ventilazione corretta?

L’areazione dell’edificio consente di bilanciare l’umidità interna, soprattutto nel periodo invernale, perché l’aria fredda è sempre più secca di quella calda. Lasciare uno spiffero sempre aperto però può essere controproducente: oltre a sprecare energia per il riscaldamento, può favorire condense in prossimità delle aperture, siano porte o finestre. Il metodo più efficace, e a basso costo, rimane quello di aerare velocemente le stanze per periodi non superiori ai 5 minuti. Una procedura salutare, da ripetere più volte nella giornata, soprattutto prima di andare a letto e al mattino, quando ci si sveglia.

Pulizia naturale delle muffe

Cosa fare quando le macchie nere sono già presenti? Bisogna intervenire subito, ma invece di utilizzare i preparati chimici a base di cloro, i cui residui vengono respirati per lungo tempo dagli abitanti della casa, Umweltberatung raccomanda di utilizzare perossido di idrogeno, soda o alcool etilico.

Per maggiori informazioni sui prodotti adatti si raccomanda comunque di consultare consulenti esperti in bioedilizia e biorestauro.

Fonte: http://www.umweltberatung.at

VEDI ANCHE La Nuova Guida alla Bioedilizia e all’arredamento ecologico

 

Pillole di consumo critico.

Umidità, condense e muffe tra le mura di casa peggiorano la qualità del nostro vivere quotidiano. Da cosa dipendono e come possiamo intervenire per risanare gli ambienti?

I danni causati dall’umidità tra le mura di casa sono in continuo aumento. Due anni fa uno studio del Politecnico di Dresda dimostrava che una casa su quattro, esattamente il 23%, presenta dei problemi di condensa e muffe. Senza le giuste precauzioni le case a risparmio energetico creano addirittura qualche problema in più. Partiamo cioè con la buona intenzione di ridurre gli sprechi energetici e finiamo per danneggiarci. Il problema infatti è più serio di quanto si pensi: in primo luogo perché l’umidità può danneggiare l’immobile, poi perché le spore possono infiltrarsi nelle mucose, provocando danni al sistema nervoso e al sistema immunitario.

Gli altri sintomi genericamente sono stanchezza, emicrania, eczemi, lacrimazione, tosse e asma bronchiale. Una recente ricerca finlandese ha mostrato la connessione tra allergie e umidità dell’abitazione: la probabilità di contrarre una rinite allergica durante i primi sei anni di vita, è del 55% superiore nei bambini che abitano in case umide o con muffe alle pareti rispetto a quelli che abitano in case asciutte. L’umidità della casa favorisce, infatti, la crescita di acari della polvere, di muffe, e può attirare gli scarafaggi: tutti importanti allergeni che possono essere causa di questa patologia. I ricercatori affermano, inoltre, che l’umidità può anche favorire l’emissione di sostanze chimiche dall’edificio, che a loro volta potrebbero potenzialmente creare infiammazione delle vie aeree peggiorando la situazione

La muffa perseguita molti cittadini, inquilini o proprietari di case vecchie o case nuove. Un valore di umidità relativa superiore al 55% e un cattivo isolamento fanno in modo che l’aria umida condensi sulle pareti più fredde o alle finestre.

Le causa della loro diffusione negli ambienti domestici possono essere rintracciate in problemi di ordine costruttivo o strutturale (ponti termici, scarso isolamento di tetto e pareti, perdita di tubi), ma dipendono anche da sistemi di riscaldamento incompleti o poco efficienti. La differenza di temperatura tra le varie stanze di un abitazione, sostiene l’organizzazione austriaca Umweltberatung, non dovrebbe mai essere superiore ai 3 gradi.

Il primo passo da compiere per sconfiggere il problema definitivamente, o quanto meno evitare il rapido ritorno delle muffe, è quello di eliminare le cause di eccessiva umidità. Ecco alcuni consigli di base sulle abitudini domestiche:

- non asciugare i panni nell’appartamento

- non esagerare con le piante da appartamento e non annaffiarle troppo

- montare cappe di aspirazione per le cucine

- evitare armadi a muro troppo ingombranti

In secondo luogo si dovrebbe tinteggiare le pareti con pitture a calce, che evitano il proliferare delle spore. Le muffe infatti si nutrono principalmente di residui organici, presenti in larga misura nelle pitture viniliche convenzionali.

Come si fa una ventilazione corretta?

L’areazione dell’edificio consente di bilanciare l’umidità interna, soprattutto nel periodo invernale, perché l’aria fredda è sempre più secca di quella calda. Lasciare uno spiffero sempre aperto però può essere controproducente: oltre a sprecare energia per il riscaldamento, può favorire condense in prossimità delle aperture, siano porte o finestre. Il metodo più efficace, e a basso costo, rimane quello di aerare velocemente le stanze per periodi non superiori ai 5 minuti. Una procedura salutare, da ripetere più volte nella giornata, soprattutto prima di andare a letto e al mattino, quando ci si sveglia.

Pulizia naturale delle muffe

Cosa fare quando le macchie nere sono già presenti? Bisogna intervenire subito, ma invece di utilizzare i preparati chimici a base di cloro, i cui residui vengono respirati per lungo tempo dagli abitanti della casa, Umweltberatung raccomanda di utilizzare perossido di idrogeno, soda o alcool etilico.

Per maggiori informazioni sui prodotti adatti si raccomanda comunque di consultare consulenti esperti in bioedilizia e biorestauro.

Fonte: http://www.umweltberatung.at

VEDI ANCHE La Nuova Guida alla Bioedilizia e all’arredamento ecologico